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domenica 13 maggio 2018

Gli smartphone stanno distruggendo il pianeta

L'energia che serve per produrli è enorme: forse dobbiamo smettere di cambiare telefonino ogni due anni.

Saranno anche una meraviglia tecnologica, ma nel mondo si utilizzano gli smartphone come se fossero un dispositivo usa e getta.
In media, infatti, cambiamo il nostro telefonino una volta ogni due anni; un’abitudine che ha una conseguenza imprevista: stiamo distruggendo l’ambiente.
È la tesi sostenuta da una ricerca condotta alla McMaster University (ripresa da FastCompany), secondo la quale la produzione di un nuovo smartphone – e in particolare l’estrazione dei rari materiali che si trovano al suo interno – richiede lo stesso consumo di energia di dieci anni di utilizzo.
Da questo punto di vista, poco importa che la crescita delle vendite di smartphone stia calando (nel mondo ce ne sono già due miliardi e mezzo): un po’ perché, come detto, li cambiamo comunque troppo spesso; un po’ perché le aziende producono dispositivi sempre più grandi e più potenti, la cui impronta ecologica continua quindi ad aumentare.
Stando ai dati diffusi da Apple, per esempio, un iPhone 7 Plus causa il 10% di emissioni di CO2 in più rispetto a un iPhone 6S; che a sua volta causa il 57% di emissioni in più rispetto al vecchio 4S.
I vari programmi per il riciclo degli smartphone, da questo punto di vista, servono a ben poco: meno dell’1% dei dispositivi attualmente in circolazione è riciclato.

Per avere un’idea di quanto la situazione ambientale stia peggiorando a causa dei dispositivi tecnologici, basti pensare che solo nel 2007 tutto il settore ICT (information and communication technology) causava circa l’1% delle emissioni di gas serra globali; una percentuale che oggi è già triplicata e che potrebbe raggiungere il 14% entro il 2040 (circa la metà dell’impronta ecologica dell’intera industria dei trasporti).
La colpa, ovviamente, non è solo degli smartphone: i computer, i tablet, gli smartwatch e tutti gli altri dispositivi hanno le loro responsabilità; ma il vero nemico da sconfiggere sono i server e i data center (che entro il 2020 rappresenteranno il 45% delle emissioni del settore ICT).


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