Cex.io

BuyBitcoinswithCreditCard

mercoledì 4 aprile 2018

Chrome si prepara all’impossibile: consumare ancora più RAM

Negli ultimi anni il “peso” di Chrome è aumentato non di poco, scatenando alcune reazioni da parte degli utenti soprattutto per il carico sulla memoria RAM dei dispositivi su cui viene utilizzato.
Tale questione, purtroppo, è destinata a diventare ancora più critica nei prossimi mesi, quando su Chrome 67 sarà introdotta definitivamente la funzione “Site Isolation“.

Per spiegare in cosa consiste questa nuova modalità, bisogna fare una premessa.

Come i più attenti di voi sapranno, Google Chrome già utilizza da tempo una particolare struttura sandbox per gestire le schede, isolando ogni tab in un singolo processo del sistema.

Questo meccanismo permette di evitare che al crash di una pagina corrisponda il crash dell’intero browser, ma pesa sulle risorse ed aumenta la quantità di RAM utilizzata dal software.

Ciò che in molti non sanno è che, tuttora, in Chrome è presente una funzionalità di “condivisione dei processi“, che consente alle pagine web collegate di sfruttare un unico processo condiviso per scambiarsi informazioni.

La modalità Site Isolation interviene proprio su questo aspetto e porta ad un completo “isolamento” di ogni tab, rimuovendo l’eventuale possibilità di condivisione tra le pagine.

Si tratta, dunque, di un sistema di protezione completo per il browser, che massimizza la divisione tra i tab e la sicurezza per la privacy, ma c’è un altro lato della medaglia che non piacerà agli utenti, quello relativo alle risorse.

Secondo alcune informazioni, l’adozione di questa struttura porterà ad un icremento compreso tra il 10% e il 20% della RAM occupata dal browser, andando a pesare ulteriormente sull’hardware del sistema.

keep reading