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martedì 27 ottobre 2009

L'Adsl chiede aiuto al cellulare

Le tariffe creative delle telecom
Le compagnie telefoniche cercano di rianimare un mercato asfittico attirando i recalcitranti con i servizi che in Italia tirano di più: i cellulari. Viaggio tra le varie offerte

LE ADSL in Italia non vendono più così tanto come un tempo e gli operatori corrono ai ripari: aggiungono ai pacchetti inclusi nel canone Adsl anche servizi di telefonia cellulare. Gli ultimi dati, del resto, sono tutt'altro che incoraggianti.
Li ha diffusi in ottobre Ecta, l'associazione degli operatori europei: ha l'Adsl il 20,3 per cento delle famiglie italiane (rispetto alla media europea del 23,5). La crescita su base annua è del 11,7 per cento (rispetto alla media europea del 14,1).


Insomma, non solo siamo in ritardo ma rallentiamo pure.
Il motivo è che il mercato potenziale è ormai ridotto a lumicino: gli utenti con il pc ma senza internet sono ora il 17 per cento degli italiani (contro il 25 del 2003).
Resta un 38 per cento di persone senza né internet né pc, che gli operatori faticano a convertire in clienti; era la stessa quota nel 2008. Nel 2007 era al 39 per cento (secondo dati Between).

Ecco quindi l'idea: attirare i recalcitranti con i servizi che in Italia tirano di più: i cellulari.
A cavalcare la moda, per forza di cose, sono soprattutto i neo-operatori mobili virtuali (Fastweb e Tiscali) e un operatore mobile che sta puntando sempre più sul fisso (Vodafone). Del resto, devono premere per farsi spazio: un'altra anomalia italiana è la quota di mercato di Telecom Italia sulla banda larga: 57,3 per cento (contro la media europea del 45,5); solo la Slovacchia, Lussemburgo e Cipro hanno un operatore ex monopolista con una quota più alta.

la Repubblica.it