giovedì 23 luglio 2009

Etica Hacker

Un hacker è colui che non si accontenta di essere un semplice utente, bensi’ e’ un individuo che tende ad una conoscenza ed una comprensione più profonda degli strumenti che utilizza per un loro uso più consapevole o anche solo per pura curiosità.

Il concetto più caro agli hacker è quello della condivisione del sapere: in un mondo sempre più dominato da logiche di business, l’hacker è convinto che i prodotti dell’ingegno umano debbano essere a disposizione di tutti.

Lo scopo principale di un hacker e’ affrontare sfide intellettuali, risolvere problemi, divertendosi, stando insieme, sfuggendo a logiche gerarchiche, condividendo onori, oneri e conoscenze, superando collaborativamente i limiti personali.

In sostanza l’hacker è colui che vuole capire cos’è e come funziona qualsiasi cosa e che accetta una soluzione solo se questa è la migliore, anche se poi continua a cercare alternative diverse e più interessanti. Per ottenere questo usa le proprie conoscenze, quelle degli altri e rende tutto ciò che scopre ed inventa liberamente disponibile ed utilizzabile da altri.

Detto questo, possiamo meglio soffermarci sulla cosiddetta “etica Hacker”; prendendo spunto dal “Jargon file” [vocabolario del 'gergo' usato dagli hacker, che contiene anche definizioni e regole di buona educazione da rispettare in rete (netiquette)] troviamo che in realtà la “cultura hacker” è un insieme, scollegato dalla rete, di sottoculture, tuttavia cosciente di radici, valori, ed alcune importanti esperienze comuni.

Poiché gli hackers, come gruppo, sono persone particolarmente creative che in parte si distinguono per il rifiuto dei ‘normali’ valori e consuetudini lavorative, la loro cultura ha tradizioni insolitamente ricche e consapevoli.

Se qualcuno si riconosce in questo pensiero nobile ricordatevi che non siete soli...