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venerdì 30 luglio 2021
Pentagono conferma: i droni DJI sono un pericolo
Contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di stampa, i droni prodotti da DJI sono ancora nella “lista nera”. È quindi assolutamente vietato l'acquisto di nuovi modelli, così come l'uso di quelli già in dotazione a varie agenzie governative. Il Dipartimento della Difesa ha chiarito la questione con un comunicato ufficiale pubblicato nel fine settimana.
domenica 28 marzo 2021
FIMI X8 Mini è il nuovo leggerissimo drone 4K
Nel corso degli ultimi anni abbiamo imparato a conoscere droni dalle forme e dimensioni più disparate. Non tutti però sono disposti ad avere un drone 4K ingombrante, quindi una soluzione come il nuovo FIMI X8 Mini, dritto dall'universo Xiaomi, per prezzo e caratteristiche può essere un'alternativa a modelli più costosi.
venerdì 24 agosto 2018
Mavic 2 Pro e Zoom ufficiali: i droni più avanzati mai creati da DJI
DJI ha annunciato i nuovi modelli della serie Mavic 2, Mavic 2 Pro e Mavic 2 Zoom.
Due droni simili nella sostanza, ma differenti in un elemento chiave: il comparto fotografico. Andiamo quindi a conoscerli meglio, in modo da poter compiere una scelta oculata tra i due.
DJI Mavic 2 Pro e Mavic 2 Zoom: Caratteristiche Tecniche Mavic 2 Pro è il primo drone al mondo con fotocamera Hasselblad integrata, dotata di sensore CMOS da 20 megapixel da 1 pollice e profondità di colore di 10-bit.
Ciò gli consente di acquisire una quantità di sfumature cromatiche per canale quadruplicata rispetto a Mavic Pro (HNCS è l’HDR di Hasselblad).
Inoltre l’apertura variabile tra f/2.8 ed f/11 assicura un maggiore controllo su luminosità e definizione dello scatto.
Mavic 2 Zoom ha invece un sensore CMOS più piccolo, da 1/2,3” ed è il primo drone di fascia consumer di DJI dotato di zoom ottico 24-48 mm. È quindi possibile o scattare foto a 12 megapixel, oppure utilizzare la funzione di Super Risoluzione (nome non troppo ispirato), che utilizza lo zoom ottico per catturare ed unire 9 foto, creando un’unica immagine da 48 megapixel.
Combinando lo zoom ottico a quello digitale, è possibile arrivare a 96 mm, con in pratica riprese lossless in full HD con uno zoom 4x.
In esclusiva per Mavic 2 Zoom c’è anche la nuova funzione Dolly Zoom: “mantenendo invariate le dimensioni di un soggetto e, nel contempo, rivelandone il paesaggio circostante, esso genera la distorsione surreale di un ingrandimento durante l’allontanamento”. Un’esempio dirà più di mille parole.
Il nuovo sistema omnidirezionale FlightAutonomy per il rilevamento degli ostacoli da tutti lati permette a Mavic 2 di aggirare gli ostacoli in “totale” sicurezza.
ActiveTrack 2.0 promette inoltre di seguire un soggetto anche se questo dovesse momentaneamente scomparire dall’inquadratura, predicendone la traiettoria.
Durante il tracciamento inoltre, Mavic 2 continua a riconoscere gli ostacoli e ad evitarli, seguendo il soggetto fino ad una velocità di 72 Km/h.
La nuova funzione Hyperlaps produce dei timelapse aerei, compatibili con le modalità Circle, Course Lock, Waypoint e Free; ed anche in questo caso, lasceremo che siano degli esempi a parlare per darvi un’idea più precisa.
Il nuovo sistema di trasmissione OcuSync 2.0 consente di avere un flusso video stabile in full HD fino a 8 Km di distanza, e consente di usare frequenze diverse per i dati in entrata ed in uscita. Potete inoltre modificare e caricare istantaneamente filmati in full HD direttamente dalla memoria cache dell’app DJI.
Per quanto riguarda l’autonomia, si parla di 31 minuti, ed anche nel suo caso, come su Mavic Air, c’è una memoria interna di 8 GB, ma è presente anche un slot microSD (fino a 128 GB).
Infine, inutile dirlo, entrambi i droni sono dotati di un gimbal a 3 assi. Peccato che entrambi registrino al massimo in 4K@30fps; si vede che i 60fps ce li vogliono proprio far sudare! Per un confronto tecnico dettagliato tra i due droni, potete fare affidamento sul sito ufficiale.
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Due droni simili nella sostanza, ma differenti in un elemento chiave: il comparto fotografico. Andiamo quindi a conoscerli meglio, in modo da poter compiere una scelta oculata tra i due.
DJI Mavic 2 Pro e Mavic 2 Zoom: Caratteristiche Tecniche Mavic 2 Pro è il primo drone al mondo con fotocamera Hasselblad integrata, dotata di sensore CMOS da 20 megapixel da 1 pollice e profondità di colore di 10-bit.
Ciò gli consente di acquisire una quantità di sfumature cromatiche per canale quadruplicata rispetto a Mavic Pro (HNCS è l’HDR di Hasselblad).
Inoltre l’apertura variabile tra f/2.8 ed f/11 assicura un maggiore controllo su luminosità e definizione dello scatto.
Mavic 2 Zoom ha invece un sensore CMOS più piccolo, da 1/2,3” ed è il primo drone di fascia consumer di DJI dotato di zoom ottico 24-48 mm. È quindi possibile o scattare foto a 12 megapixel, oppure utilizzare la funzione di Super Risoluzione (nome non troppo ispirato), che utilizza lo zoom ottico per catturare ed unire 9 foto, creando un’unica immagine da 48 megapixel.
Combinando lo zoom ottico a quello digitale, è possibile arrivare a 96 mm, con in pratica riprese lossless in full HD con uno zoom 4x.
In esclusiva per Mavic 2 Zoom c’è anche la nuova funzione Dolly Zoom: “mantenendo invariate le dimensioni di un soggetto e, nel contempo, rivelandone il paesaggio circostante, esso genera la distorsione surreale di un ingrandimento durante l’allontanamento”. Un’esempio dirà più di mille parole.
Il nuovo sistema omnidirezionale FlightAutonomy per il rilevamento degli ostacoli da tutti lati permette a Mavic 2 di aggirare gli ostacoli in “totale” sicurezza.
ActiveTrack 2.0 promette inoltre di seguire un soggetto anche se questo dovesse momentaneamente scomparire dall’inquadratura, predicendone la traiettoria.
Durante il tracciamento inoltre, Mavic 2 continua a riconoscere gli ostacoli e ad evitarli, seguendo il soggetto fino ad una velocità di 72 Km/h.
La nuova funzione Hyperlaps produce dei timelapse aerei, compatibili con le modalità Circle, Course Lock, Waypoint e Free; ed anche in questo caso, lasceremo che siano degli esempi a parlare per darvi un’idea più precisa.
Il nuovo sistema di trasmissione OcuSync 2.0 consente di avere un flusso video stabile in full HD fino a 8 Km di distanza, e consente di usare frequenze diverse per i dati in entrata ed in uscita. Potete inoltre modificare e caricare istantaneamente filmati in full HD direttamente dalla memoria cache dell’app DJI.
Per quanto riguarda l’autonomia, si parla di 31 minuti, ed anche nel suo caso, come su Mavic Air, c’è una memoria interna di 8 GB, ma è presente anche un slot microSD (fino a 128 GB).
Infine, inutile dirlo, entrambi i droni sono dotati di un gimbal a 3 assi. Peccato che entrambi registrino al massimo in 4K@30fps; si vede che i 60fps ce li vogliono proprio far sudare! Per un confronto tecnico dettagliato tra i due droni, potete fare affidamento sul sito ufficiale.
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giovedì 31 maggio 2018
DJI AeroScope, l'autovelox dei droni arriva in Italia
Col costante aumento della presenza di droni nei nostri cieli, stanno crescendo sempre più gli allarmi per droni in volo su zone vietate, come centri cittadini, aeroporti, impianti industriali, carceri o altre aree sensibili. E così, mentre sulle nostre autostrade gli autovelox si spengono, si accendono nei nostri cieli grazie a DJI AeroScope, un sofisticato sistema di tracciamento che consente di individuare con alta precisione un piccolo multirotore in volo a chilometri di distanza e di conoscerne una serie di informazioni per valutarne l'eventuale pericolosità.
Realizzato dal colosso cinese DJI specializzato proprio in droni sia amatoriali che professionali, è stato presentato ufficialmente alle autorità italiane durante un test operativo svoltosi presso l'Aeroporto dell'Urbe a Roma. Grande l'interesse da parte delle istituzioni aeronautiche, come l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile (ENAC) e l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV). Particolare attenzione anche da parte delle Forze dell'Ordine, delle Forze Armate e degli apparati di sicurezza dello Stato.
AeroScope è dotato di un sistema di antenne sensibili e di apparati sofisticati che intercettano il canale di collegamento radio tra il radiocomando e il drone, oppure il segnale di telemetria video che lo stesso drone trasmette a terra. Il ricevitore decodifica quindi le informazioni e le invia allo schermo di un terminale, dove sono facilmente disponibili su una mappa per l'utente. In questo modo è possibile conoscere marca/modello, numero di serie, nome del proprietario, posizione del pilota, coordinate di decollo, rotta di volo e coordinate di posizione, oltre a direzione, altitudine e velocità del velivolo intercettato.
DJI AeroScope è disponibile in due versioni, una fissa ed una portatile: la prima, dotata di un range circa 25 km, è già in uso in due aeroporti internazionali in Asia, mentre la seconda, con un range limitato a circa 5 km, è in fase di test in tutta Europa. La versione fissa può anche funzionare in cloud e vi possono essere collegati decine di apparati per coprire aree illimitate in tutto il mondo. Attualmente, questo sistema può tracciare solo i droni prodotti dalla DJI, ma il colosso cinese sta già lavorando in cooperazione con l'agenzia europea EASA per ampliarne la capacità ad altri droni, ad esempio utilizzando il collegamento WiFi oppure un piccolo modulo hardware per i droni autocostruiti.
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AeroScope è dotato di un sistema di antenne sensibili e di apparati sofisticati che intercettano il canale di collegamento radio tra il radiocomando e il drone, oppure il segnale di telemetria video che lo stesso drone trasmette a terra. Il ricevitore decodifica quindi le informazioni e le invia allo schermo di un terminale, dove sono facilmente disponibili su una mappa per l'utente. In questo modo è possibile conoscere marca/modello, numero di serie, nome del proprietario, posizione del pilota, coordinate di decollo, rotta di volo e coordinate di posizione, oltre a direzione, altitudine e velocità del velivolo intercettato.
DJI AeroScope è disponibile in due versioni, una fissa ed una portatile: la prima, dotata di un range circa 25 km, è già in uso in due aeroporti internazionali in Asia, mentre la seconda, con un range limitato a circa 5 km, è in fase di test in tutta Europa. La versione fissa può anche funzionare in cloud e vi possono essere collegati decine di apparati per coprire aree illimitate in tutto il mondo. Attualmente, questo sistema può tracciare solo i droni prodotti dalla DJI, ma il colosso cinese sta già lavorando in cooperazione con l'agenzia europea EASA per ampliarne la capacità ad altri droni, ad esempio utilizzando il collegamento WiFi oppure un piccolo modulo hardware per i droni autocostruiti.
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