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sabato 4 luglio 2026

WhatsApp e i nuovi Nomi Utente: la svolta per la privacy aumenta il rischio di furto d'identità?

Da quando sono trapelate le prime indiscrezioni sullo sviluppo dei nomi utente (username) su WhatsApp, la community dei tech-enthusiast si è divisa. Se da un lato l'introduzione degli username è una benedizione per la privacy — perché permetterà finalmente di chattare senza dover per forza condividere il proprio numero di telefono —, dall'altro apre una pericolosa corsia preferenziale per una vecchia conoscenza della sicurezza informatica: il furto d'identità.
​Vediamo come funziona questa novità e perché, se non gestita correttamente, rischia di trasformarsi in un'arma a doppio taglio.
​La rivoluzione degli Username: cosa cambia?
​Fino ad oggi, l'architettura di WhatsApp si è basata rigidamente sul numero di cellulare. Se vuoi scambiare messaggi con qualcuno, quel qualcuno deve avere il tuo numero. Con il roll-out degli username, la musica cambia: potrai scegliere un nome unico (es. @antonio_tech) e usarlo per farti contattare nei canali, nei gruppi o nelle chat private.
​Il vantaggio? Privacy del numero protetta.
Il problema? La caccia al nome d'arte (e il phishing).
​Perché aumenta il rischio di Furto d'Identità?
​L'introduzione degli username sposta WhatsApp verso un modello simile a quello di Telegram o Instagram. Questo porta con sé tre rischi principali:
​Il fenomeno del "Cyber-squatting": I malintenzionati faranno a gara per registrare per primi i nomi utente di aziende locali, brand famosi, professionisti o influencer. Se un truffatore riesce a registrare un nome simile a quello di una banca o di un professionista noto, può facilmente trarre in inganno gli utenti meno attenti.
​Truffe di Phishing e PEC fasulle mirate: Immagina di ricevere un messaggio da @Assistenza_Bper o @Verifica_Account. Senza il filtro del numero di telefono (che spesso mostra prefissi stranieri o numeri sconosciuti che fanno scattare l'allarme), un profilo con uno username "istituzionale" e una foto profilo curata diventa estremamente credibile. Il rischio di cadere in esche di phishing o finte notifiche legali aumenta esponenzialmente.
​Ingegneria Sociale e clonazione dei profili: Se un malintenzionato scopre lo username che usi di solito su altre piattaforme, potrebbe crearlo identico su WhatsApp, rubare la tua foto profilo pubblica e contattare i tuoi conoscenti (magari recuperati da altri social) fingendo che tu abbia cambiato account o che sia il tuo "profilo di lavoro".
​Come difendersi quando la funzione sarà attiva per tutti
​Non dobbiamo rinunciare alla comodità degli username, ma dobbiamo usarli con intelligenza. Ecco le regole d'oro da seguire:
​Registra subito il tuo nome: Non appena la funzione sarà disponibile sul tuo account, affrettati a registrare il tuo username reale o quello del tuo brand per evitare che lo faccia qualcun altro.
​Attiva sempre la Verifica in Due Passaggi: Questo è il baluardo fondamentale. Anche se qualcuno tenta di manipolare il tuo account o i tuoi dati, il PIN a sei cifre bloccherà ogni accesso non autorizzato.
​Diffida dei contatti improvvisi: Se un account con uno username aziendale ti contatta chiedendoti codici, dati personali o click su link sospetti, ricorda che nessuna azienda seria usa WhatsApp come primo canale per comunicazioni sensibili.
​La privacy fa un passo avanti, ma la sicurezza richiede, come sempre, un briciolo di attenzione in più.
​E voi cosa ne pensate? 

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