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giovedì 8 gennaio 2026

La fine del "Software": Se il computer inizia a ragionare, a cosa servono i programmi?

​Per decenni, su Computermente, abbiamo esplorato il codice. Righe di istruzioni logiche, if-then-else, cicli for e database strutturati. 
Ma oggi sta succedendo qualcosa di strano: stiamo passando dall'era della programmazione a quella dell'addestramento.
​Se un tempo eravamo noi a dire al computer come pensare, oggi gli diamo degli esempi e lo lasciamo "intuire". Questo cambia tutto. Ecco perché il software, per come lo conosciamo, sta per morire.

​1. Il passaggio dal codice deterministico al codice probabilistico
​Un programma tradizionale è come una ricetta: se segui i passi, il risultato è sempre lo stesso. I nuovi sistemi basati su reti neurali profonde, invece, operano in uno spazio di probabilità.
​Non c'è più un programmatore che scrive la regola per riconoscere un volto o tradurre una lingua; c'è una "mente" digitale che ha appreso quelle regole analizzando miliardi di dati. Questo significa che il computer può risolvere problemi che noi stessi non sappiamo come spiegare a parole.
2. L'interfaccia invisibile: La fine dei tasti?
​Siamo abituati a interagire con i computer tramite menu e icone. Ma se il computer "capisce" il nostro intento, l'interfaccia diventa il linguaggio naturale.
​Non cercherai più una funzione su Photoshop.
​Dirai al computer: "Rendi questa foto più malinconica".
​La sfida tecnica si sposta dalla UI (User Interface) alla Semantica. Il computer non legge più i nostri clic, ma i nostri pensieri tradotti in parole.
3. Il rischio del "Black Box"
​C'è un lato oscuro in questa evoluzione che su ComputerMente vogliamo monitorare: la perdita di controllo. Se il software non è più scritto riga per riga, come facciamo a fare il debugging?
Quando un'IA prende una decisione sbagliata, non c'è un errore di sintassi da correggere, ma un intero "processo mentale" da ri-orientare. Siamo pronti a fidarci di una macchina di cui non capiamo al 100% il ragionamento?
​Verso un'Informatica Umanistica
​Il futuro di Computermente non sarà fatto solo di silicio e bit, ma di psicologia delle macchine e filosofia del codice. Il computer sta smettendo di essere un attrezzo per diventare un collaboratore.
​La domanda non è più "cosa può fare il computer", ma "chi diventeremo noi" quando non dovremo più spiegargli come fare il suo lavoro.