Check Point scopre un problema di sicurezza che riguarderebbe molteplici dispositivi Android di tanti produttori diversi. Gli interessati sono già stati avvisati e in alcuni casi sono già state rilasciate patch correttive. In altri casi, invece, la problematica non è stata corretta. Perché potrebbe rappresentare un rischio in ottica futura.
I ricercatori di Check Point hanno scoperto una pericolosa vulnerabilità che affligge molti modelli di smartphone Samsung, Huawei, LG e Sony oltre, molto probabilmente, ai dispositivi di altri produttori.
Il vettore di attacco poggia su un processo chiamato over-the-air (OTA) provisioning, normalmente utilizzato dagli operatori di rete mobile per implementare impostazioni specifiche di rete su un nuovo telefono che entra a far parte della loro rete.
Check Point ha tuttavia dimostrato che chiunque può inviare messaggi di provisioning OTA perché il sistema di invio e ricezione non è protetto con un solido meccanismo di autenticazione. Basti pensare che il destinatario del messaggio OTA (Open Mobile Alliance Client Provisioning o "OMA CP") non può verificare se le impostazioni suggerite provengano davvero dal suo operatore di rete o da un impostore.
"Abbiamo scoperto che gli smartphone prodotti da Samsung, Huawei, LG e Sony (corrispondenti a oltre il 50% di tutti i telefoni Android, secondo i dati sulle quote di mercato dal 2018) consentono agli utenti di ricevere impostazioni dannose tramite messaggi di provisioning con un'autenticazione debole. I telefoni Samsung consentono anche la gestione di messaggi OMA CP non autenticati", osservano gli esperti di Check Point.
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