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giovedì 4 luglio 2019

La batteria dura ancora troppo poco. Qual è il problema?

Che la legge di Moore sia valida o meno, una componente rimane comunque indietro: le batterie. Nonostante la complessità e la potenza dei nuovi smartphone, la vita della batteria ha una durata ancora molto breve.
Nei dispositivi più avanzati, dura al massimo due giorni, in quelli più economici, fa fatica a reggere una sola giornata di attività intensa. Secondo Venkat Srinivasan direttore dell’Argonne Collaborative Center for Energy Storage Science la questione è semplice, la legge di Moore ha superato lo sviluppo tecnologico delle batterie. Insomma gli smartphone sono migliorati e si sono evoluti a un ritmo più veloce rispetto ai progressi delle batterie.

Ritmo lento
Per comprendere al meglio il problema
, è necessario soffermarsi su due aspetti, strettamente collegati: la densità energetica e i materiali con cui vengono realizzate le batterie. La densità energetica è la quantità di energia immagazzinata. Negli ultimi anni, i produttori sono riusciti ad aumentare con costanza la densità, riducendo i componenti interni. La questione, secondo lo stesso Srinivasan è che non è possibile continuare a ridurre le componenti interne fino a che non si cambieranno i materiali. Insomma, lo sviluppo dei nuovi materiali è più lento rispetto allo sviluppo tecnologico degli smartphone e per questo motivo la durata della batteria non è ancora quella ottimale.

Il materiale utilizzato per la maggior parte delle batterie è il litio cobalto ossido. Adottato dai primi anni ‘90, lo sviluppo tecnologico con questo materiale ha raggiunto il limite per quanto riguarda la quantità di energia immagazzinata. Per questo motivo, i produttori stanno pensando di realizzare batterie senza cobalto, come gli accumulatori al litio-ferro-fosfato, al litio ossido di manganese e al litio titanato. Ma questi materiali hanno una minore densità energetica e di conseguenza si ripropone lo stesso problema.

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