Applicazioni e servizi diventati ormai indispensabili per gli utenti occidentali, come Gmail e Play Store, il negozio digitale di Big G, scomparirebbero dai successivi prodotti firmati dall'azienda cinese. Ma l'azienda chiarisce: i dispositivi funzioneranno
È duplice il colpo sferrato in queste ore verso il colosso cinese hi-tech da parte delle aziende statunitensi costrette ad adeguarsi alla crociata anti-Huawei voluta dell'amministrazione Trump. Una battaglia che giovedì scorso ha compiuto un ulteriore passo avanti con l'inserimento della società di Shenzhen
nella lista nera Usa delle entità commerciali.
Le conseguenze non si sono fatte attendere: la decisione ha spinto Google a decapitare gli smartphone
Huawei, privandola delle licenze Android, il sistema operativo firmato Big G di cui il gigante cinese si serve per far funzionare i propri telefoni. La seconda bomba è stata sganciata dalle produttrici Usa di chip e microchip che hanno congelato le forniture destinate al colosso tecnologico cinese.
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