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mercoledì 30 gennaio 2019

Bitcoin, minatori in crisi: vale meno dei costi per estrarlo

Una professione in via di estinzione, oppure nel bel mezzo di una salutare selezione darwiniana?
Il crollo del prezzo del Bitcoin, che dai massimi di fine 2017 ha perso l’82%, sta mettendo con le spalle al muro tanti «minatori»: cioè coloro che, con giganteschi computer e con un enorme consumo di elettricità, “estraggono” i Bitcoin.
Estrarre costa 4mila dollari
Per capire questi dati bisogna addentrarsi nel mondo della criptovaluta
più famosa al mondo. 
I minatori sono nodi della rete che danno la potenza computazionale necessaria per finalizzare le transazioni in Bitcoin: di fatto, con giganteschi cervelloni elettronici in grado di fare calcoli altrettanto giganteschi, “estraggono” nuovi Bitcoin. 
Questa attività era molto redditizia quando il Bitcoin valeva oltre 10mila dollari: perché il costo per estrarre un Bitcoin era molto inferiore. Era una vera manna quando la criptovaluta valeva 18mila dollari e volava verso i 20mila. Ma ora i margini sono troppo bassi. Anzi: ormai in molte parti del mondo sono negativi. Questo perché, secondo i calcoli di JP Morgan appunto, costa 4.060 dollari “estrarre” (anche se questo termine tecnicamente non è esatto) ogni Bitcoin.

Dove conviene ancora
Bene inteso
: questo è il costo medio, che deriva in gran parte da quanto si paga l’energia elettrica in giro per il mondo. In alcuni posti è ancora conveniente lavorare come “minatore”: per esempio in Cina, dove il costo di estrazione - sempre secondo i calcoli di JP Morgan - è intorno ai 2.400 dollari. 
E questo è il punto, che ha evitato l’estinzione dei minatori. 
«Con il calo del prezzo del Bitcoin i minatori che non erano efficienti hanno dovuto spegnere le macchine, dato che nessuno continua a svolgere un lavoro come questo in perdita - osserva Ferdinando Ametrano, direttore del Digital Gold Insititute e professore di Bitcoin all’Università Bicocca di Milano-. 
Ma la competizione in questo campo è tale che probabilmente sono entrati in gioco nuovi palyer oppure alcuni di quelli che si sono ritirati hanno aperto in zone del mondo dove è più conveniente svolgere questo tipo di attività. E la ripresa della crescita di potenza computazionale conferma in maniera empirica che ci sono ancora margini di redditività».