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sabato 17 novembre 2018

Perché continuiamo a usare gli antivirus?

Per oltre 20 anni, da quando uno studente del college ha liberato per sbaglio il primo worm su internet, l'utilizzo di un antivirus è stata una raccomandazione costante e ricorrente per gli utenti, specialmente per quelli PC.
Ma con l'avvento dei sistemi operativi improntati alla sicurezza, come iOS e persino Windows 10, è cresciuto anche il coro di esperti che ritengono che, forse, i tempi d'oro dei software antivirus siano ormai andati.

Le persone non ne hanno più così tanto bisogno e, in alcuni casi estremi, rappresentano in realtà un rischio per gli utenti.

Per cui è legittimo chiederci: nel 2018, abbiamo ancora bisogno di un antivirus?
La risposta ovviamente è: dipende.
In generale, è più probabile di sì.
Ma esistono cavilli.

Se sei preoccupato per il tuo iPhone, non esistono in realtà veri e propri software antivirus appositi e iOS è costruito in modo da rendere estremamente difficile per un hacker prendere di mira gli utenti, specialmente su larga scala.
Nel caso dei computer Apple, su cui gira MacOS, ci sono un paio di antivirus, ma considerato che la minaccia di un malware per Mac è sempre più sottile ma non inesistente, non fa male averne uno.
Se hai un telefono Android, invece, un antivirus non è una cattiva idea — soprattutto perché lo storico di app maligne sul Google Play Store è più consistente.
Per cui, su Android, un antivirus è di aiuto, anche secondo Martijn Grooten, editor del magazine Virus Bulletin.
Se parliamo di computer su cui gira Windows, per Grooten è meglio usare un antivirus.


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