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martedì 13 novembre 2018

Meglio Telegram o WhatsApp? Ecco cosa dovete sapere per poter decidere

Le applicazioni per la messaggistica istantanea sono entrate nel nostro quotidiano e, oltre a diventare validi surrogati agli sms, hanno incentivato il dialogo tra più persone, forti anche della possibilità di creare e partecipare a gruppi.

Zuckerberg o non Zuckerberg, questo è il dilemma

WhatsApp è entrato a corte di re Zuckerberg a febbraio del 2014 per la cifra monstre di 19 miliardi di dollari (tra azioni Facebook e contanti).
All’epoca l’app contava 450 milioni di iscritti e oggi è regina del mercato, forte della spinta ricevuta dal social media di Menlo Park e, cosa che non tutti sanno, i dati degli utenti sono condivisi tra le due entità. 

Telegram è indipendente e, tra l’altro, è stata sviluppata da due russi, i fratelli Nikolai e Pavel Durov, in un ambiente sociale e politico in cui la possibilità di comunicare al riparo da intrusioni è particolarmente sentito. Solo in tempi recenti, siamo a fine agosto di questo 2018, Telegram Lcc, l’azienda che produce l’app, ha acconsentito a consegnare alle autorità locali i dati delle persone sospettate di terrorismo, un grande passo contro natura ma obbligatorio, perché in Russia l’app era stata bloccata proprio a causa della sua impenetrabilità.

Il lato pratico

Esaurite le considerazioni filosofiche, va detto che le due app sono diverse anche dal punto di vista dell’usabilità, a cominciare dalla capacità di trasmissione: Telegram consente l’invio di file fino a 1,5 Gb, mentre WhatsApp è limitata a 16 Mb per file.
Questa differenza, da sola, può fare propendere le persone a scegliere una o l’altra, a seconda delle proprie esigenze. Telegram, inoltre, ha anche una sorta di indirizzario interno, gli utenti iscritti possono essere cercati e rintracciati, cosa impossibile per chi usa WhatsApp.

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