Con la "reverse charge" può dare energia a dispositivi compatibili con la ricarica wireless. Sfida diretta a Apple e Samsung: costa 1.099 euro
Huawei Mate 20 Pro
Per Huawei il 2018 è un anno che non verrà
dimenticato facilmente.
Nel secondo trimestre dell’anno (dati Idc e
Strategy Analytics) è avvenuto il sorpasso ai danni di Apple per
smartphone venduti.
Il leader Samsung è nel mirino.
Un buon contributo è
venuto dal top di gamma P20 Pro («Oltre 10 milioni di pezzi venduti» aveva detto il ceo della divisione Consumer, Richard Yu, all’Ifa di Berlino)
e ora per il gruppo cinese è arrivato il tempo di vedere la mano degli
avversari e rilanciare.
A Londra Huawei ha presentato la sua nuova gamma
Mate, composta quest’anno da Mate 20 e dal modello “flagship” Mate 20 Pro. Il Mate 20 Pro è uno degli smartphone più completi e ambiziosi degli ultimi anni.
La gamma Mate per Huawei è l’equivalente dei Note per Samsung: dispositivi di grandi dimensioni, pensati anche e soprattutto per una clientela business, per chi usa lo smartphone a 360 gradi come un computer da taschino.
Con il Mate 20 Pro Huawei però ha lavorato a fondo sul design, creando un modello più raffinato dei precedenti Mate e anche del P20 Pro.
Il frontale è, come nelle ultime generazioni di Samsung Galaxy S e Galaxy Note, nel segno di un vetro curvo ai lati che abbraccia una sottile scocca di metallo.
Le cornici risultano estremamente ridotte. In alto spicca una “tacca” generosa. Giustificata perché ospita un set di sensori che attivano lo sblocco con il volto del telefono.
Il Mate 10 Pro aveva un sensore d’impronta in basso, il 20 Pro no: il sensore finisce sotto il display. È il primo smartphone prodotto in grandi volumi a fare questo passo. (prosegue sotto la foto)
La parte più interessante e personale dello
smartphone cinese è il retro, dominato da un originale (e a nostro
avviso riuscito) blocco fotocamera disposto a quadrato, con il flash led
e 3 ottiche, soluzione che l'azienda cinese chiama “Camera Island”.
Interessante anche il particolare effetto applicato al vetro posteriore (nella foto sopra),
che Huawei battezza “Hyper optical pattern”: oltre ai fini estetici c’è
l’obiettivo di ridurre le ditate e rendere il dispositivo meno
scivoloso in mano. Cinque i colori della gamma: oro rosa, blu notte,
verde smeraldo, nero e il cangiante “Twilight” già visto su P20 Pro (il rosa non dovrebbe arrivare in Italia, gli altri sì).
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