Doppia lente per migliorare i risultati anche in condizioni di poca luce, nitidezza e brillantezza garantite come requisito minimo. In più, in aggiunta a quanto già visto sul Galaxy S9+ da cui il comparto eredita le principali caratteristiche, l’intelligenza artificiale di bordo.
Formule altisonanti a parte, si tratta del riconoscimento automatico di 20 situazioni, dal cielo alle montagne, dalla vegetazione al cibo.
In sostanza, il telefono «capisce» cosa sta inquadrando e regola da solo luminosità, saturazione, bilanciamento del bianco e altri settaggi che dovremmo invece impostare noi nella modalità «Pro» per aumentare la resa delle immagini.
Un supplente solerte della sensibilità dell’occhio umano.
O, almeno, è quanto dichiara il produttore. Per appurarlo, abbiamo portato con noi il Note9 in un viaggio a Monaco di Baviera e lo abbiamo messo alla prova in diverse situazioni tipiche in cui ci si può imbattere durante una vacanza: panorami, dettagli di piatti, vetrine e monumenti, angoli in cui l’illuminazione è minima.
Le immagini sono vivide ma mantengono la giusta dose di realismo, di corrispondenza con il soggetto originale, senza alterare troppo i colori finendo per renderli stucchevoli e poco credibili. Anche quando si gioca con le ombre, il comparto tiene alta la barra della fedeltà.
Cattura, un po’ corregge, non stravolge.
Le impressioni saranno positive per chiunque non ami l’effetto Instagram di serie per le foto corrette dall’intelligenza artificiale.
Il Note9 merita elogi perché non è solo un potente computer tascabile, ma un’ottima fotocamera portatile per scrivere racconti per immagini.
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