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mercoledì 22 agosto 2018

Criptovalute: come si regolamentano?

Quali passi sono stati fatti e in che direzione ci si è mossi per cercare di regolare l’intero universo crypto? Un’analisi sui comparti del settore finora analizzati e su cosa è emerso ad oggi
L’universo delle criptovalute coinvolge un numero sempre maggiore di persone, non solo investitori ma anche vendita al dettaglio, ambienti di lavoro afferenti al settore e tutta una serie di spazi che riguardano direttamente o indirettamente le valute virtuali.
È per questo che l’intero campo è sotto la lente delle autorità di regolamentazione.
All’attenzione delle authority non c’è solo il Bitcoin, ma anche tutti quegli spazi e quelle tecnologie che stanno alla base del mondo crypto, come le ICO e la Blockchain, quest’ultima sempre più utilizzata nelle grandi aziende.
Per il momento, sono arrivate le risposte più disparate dagli enti regolatori di tutto il mondo, che hanno inquadrato il fenomeno in modi e con approcci talvolta opposti, che vanno dai ban orientali alla più recente ’legalizzazione’ da parte di Malta.

Ognuno ha esaminato parti differenti del settore, fornendo valutazioni diverse. Ecco una ripartizione delle aree finora attenzionate, cosa è stato fatto e su cosa si potrebbe lavorare.

Exchange, trading e mining

Il punto di partenza per quel che riguarda principalmente gli exchange e il trading è il dibattito in piedi in numerose giurisdizioni: come classificare le criptovalute?
Sono materie prime o titoli?
È proprio il modo in cui sono etichettate a determinare il modo in cui sono (e verranno) regolate dalle leggi.
Alcuni Paesi si sono mossi per introdurre una regolamentazione completamente nuova dedicata al settore, altri si sono parzialmente appoggiati sulla giurisprudenza già esistente.
Un’altra area di interesse per le authority riguarda invece il mining, ovvero il sistema di ’estrazione’ della moneta virtuale, quel processo che tramite l’utilizzo di software specializzati installati sul proprio hardware risolve equazioni matematiche, ottenendo un determinato quantitativo di valute virtuali.

Crowdfunding e ICO

Le ICO rappresentano un modo per le società di raccogliere fondi.
Più precisamente, si tratta di un’operazione attraverso cui una start-up fornisce delle criptomonete agli investitori, comunemente conosciute come token, in ottica di investimento.
Più volte il procedimento si è dimostrato controverso, a causa principalmente di una lunga serie di truffe, con i fondatori di società fasulle pronti a scappare via con i soldi.
La Cina e la Corea del Sud le hanno vietate, mentre in Italia al momento viene evidenziata una differenza tra 3 diversi tipi di token, da riportare alla modifica della disciplina antiriciclaggio del 25 maggio 2017 n. 90, che ha a sua volta modificato il decreto legge 231/2007, inserendo la definizione di valuta virtuale.

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