300 milioni di utenti.
81 corsi per imparare 30 lingue diverse.
Finanziamenti per circa 108 milioni di dollari e una valutazione quasi
miliardaria.
Sono i numeri del successo di Duolingo
, l’app più popolare al mondo per l’apprendimento delle lingue straniere.
Il
servizio è completamente gratuito, e lo sarà per sempre.
Si finanzia
attraverso la pubblicità e un abbonamento che rimuove i banner e offre
la possibilità di scaricare le lezioni per l’apprendimento offline.
Da
qualche mese c’è anche un test online di inglese a pagamento: è
riconosciuto da istituzioni e aziende e costa molto meno delle
certificazioni classiche come il TOEFL che richiedono un esame in una
scuola di lingue.
Italians learn it better
Il successo e la crescita di Duolingo non si sono mai interrotte e si
devono, oltre alla gratuità del servizio, al peculiare sistema di
“gamification” che applica all’apprendimento della lingua i meccanismi
di un videogioco.
Su Duolingo si possono sfidare gli amici, superare
livelli, ottenere punti per le risposte corrette e acquisire una valuta
virtuale spendibile per acquistare oggetti e “power-up”.
Per Duolingo il nostro paese è l’11° mercato al mondo per numero di
iscritti, ma i numeri che l’azienda ha condiviso con La Stampa mostrano
un crescente interesse per l’apprendimento delle lingue: nel periodo
2017-2018 gli utenti italiani sono cresciuti del 20% anno su anno,
contro il 9,2% registrato a livello globale.
I corsi disponibili in italiano da oggi diventano quattro: all’inglese, al tedesco e al francese si aggiunge anche lo spagnolo.
Sulla versione web del servizio ci si può già iscrivere e iniziare a imparare subito la nuova lingua
, mentre ci vorranno ancora un paio di settimane prima che il corso sia disponibile anche all’interno dell’applicazione.
Con Duolingo si impara davvero una lingua?
Nonostante il successo globale, Duolingo e altri servizi analoghe non
sono al riparo dalle critiche. Con Duolingo, sostengono i detrattori,
si possono imparare giusto le basi di una lingua, non si arriva mai a
parlarla con naturalezza e non si può ritenere di averla imparata
davvero.
È vero, ammette von Ahn, ma solo in parte: con Duolingo non ci si può
aspettare di arrivare ad un livello di conoscenza linguistica avanzata
ma questo, aggiunge, non è mai stato lo scopo dell’applicazione.
L’obiettivo è piuttosto di offrire agli studenti una base di
“indipendenza linguistica che permetta loro di iniziare a studiare,
viaggiare all’estero” o portare avanti una conversazione di base.
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