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giovedì 23 agosto 2018

Con l’app Duolingo si può davvero imparare una nuova lingua?

300 milioni di utenti.
81 corsi per imparare 30 lingue diverse.
Finanziamenti per circa 108 milioni di dollari e una valutazione quasi miliardaria.
Sono i numeri del successo di Duolingo , l’app più popolare al mondo per l’apprendimento delle lingue straniere.
Il servizio è completamente gratuito, e lo sarà per sempre.
Si finanzia attraverso la pubblicità e un abbonamento che rimuove i banner e offre la possibilità di scaricare le lezioni per l’apprendimento offline.
Da qualche mese c’è anche un test online di inglese a pagamento: è riconosciuto da istituzioni e aziende e costa molto meno delle certificazioni classiche come il TOEFL che richiedono un esame in una scuola di lingue.

Italians learn it better
Il successo e la crescita di Duolingo non si sono mai interrotte e si devono, oltre alla gratuità del servizio, al peculiare sistema di “gamification” che applica all’apprendimento della lingua i meccanismi di un videogioco.
Su Duolingo si possono sfidare gli amici, superare livelli, ottenere punti per le risposte corrette e acquisire una valuta virtuale spendibile per acquistare oggetti e “power-up”.

Per Duolingo il nostro paese è l’11° mercato al mondo per numero di iscritti, ma i numeri che l’azienda ha condiviso con La Stampa mostrano un crescente interesse per l’apprendimento delle lingue: nel periodo 2017-2018 gli utenti italiani sono cresciuti del 20% anno su anno, contro il 9,2% registrato a livello globale.
I corsi disponibili in italiano da oggi diventano quattro: all’inglese, al tedesco e al francese si aggiunge anche lo spagnolo.
Sulla versione web del servizio ci si può già iscrivere e iniziare a imparare subito la nuova lingua , mentre ci vorranno ancora un paio di settimane prima che il corso sia disponibile anche all’interno dell’applicazione.
Con Duolingo si impara davvero una lingua?
Nonostante il successo globale, Duolingo e altri servizi analoghe non sono al riparo dalle critiche. Con Duolingo, sostengono i detrattori, si possono imparare giusto le basi di una lingua, non si arriva mai a parlarla con naturalezza e non si può ritenere di averla imparata davvero.

È vero, ammette von Ahn, ma solo in parte: con Duolingo non ci si può aspettare di arrivare ad un livello di conoscenza linguistica avanzata ma questo, aggiunge, non è mai stato lo scopo dell’applicazione.
L’obiettivo è piuttosto di offrire agli studenti una base di “indipendenza linguistica che permetta loro di iniziare a studiare, viaggiare all’estero” o portare avanti una conversazione di base.


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