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martedì 12 giugno 2018

LINUX FA SCHIFO: la frammentazione perpetua.

Una piccola considerazione su un aspetto del mondo Linux 
(nessun offesa, solo una bonaria presa in giro)

Linux e la sua “frammentazione”: una bomba a mano?

Vi racconto una storiella breve.
Molto carina eh, ascoltate bene, sarà stile cappuccetto rosso (senza il lupo)(senza cappuccetto rosso)(forse anche senza il cacciatore)(non sarà come cappuccetto rosso).
C’era una volta, in un server del web molto molto lontano (remoto?) una distribuzione Linux chiamata Debian.
Debian era un sistema operativo di tipo GNU/Linux, completamente Open-Source e creato con amore da Ian Murdock e successivamente tutta la community.
Il progetto andava meravigliosamente avanti, non esisteva sistema stabile come lui, così particolare, così Capostipite.
Un giorno però, le cose cambiarono.
Così come non c’e pioggia senza nuvole o pane senza Nutella, avvenne un evento inaspettato: nacque una derivata, Ubuntu.
Poi ne nacque un’altra, Kubuntu.
Poi un’altra ancora, Xubuntu, poi ancora Lubuntu, a sua volta derivate di Ubuntu.
Ma non solo: nacquero anche altre derivate, come Aptosid, Finnix, HandyLinux, MEPIS, PinguyOS, WattOS, PearOS, Bodhi Linux…..ecc, ecc, ecc (no, non sto starnutendo).
A sua volta poi, nacquero delle derivate delle derivate, di altre derivate di derivate già derivate. Sembra il quinto anno di liceo, l’ora di matematica.

Hai qualcosa contro le derivate? sono una cosa stupenda!

Concordo. In parte.
Si, le derivate sono la MASSIMA espressione delle infinite possibilità che offre il sistema operativo Linux, la massima espressione di come un sistema operativo possa fare da fondo alla creazione di incredibili ed appassionanti progetti.
Progetti portati avanti da due persone, vostro cugino ed il vostro bisnonno. In cantina, aggiornandolo ogni 5 anni (se va bene).

Le derivate stanno distruggendo Linux.

Ogni volta che nasce un sistema, a pinco pallino viene un’idea “bella questa distro! ma non mi piace la dock. Cambiamola e creiamo un’altra distribuzione!”.
WOW. 
Vi prego, date un qualche tipo di premio a quell’uomo, un Nobel, due mazzate in testa, fate voi.
Le derivate (la maggior parte, non parlo di Ubuntu e delle principali derivate ufficiali) hanno 5 principali problemi:
  • Sono create e mantenute da 3 persone;
  • Sono spesso create per cambiare una piccolissima cosa ad una distro che esiste già (e che magari è meglio mantenuta);
  • Sono inutili (se crei una distro per cambiargli dock, non sei un genio, sei un cerebroleso);
  • Sono una perdita di tempo (possibilmente carichi tutto su GitHub/GitLab e fai sviluppare a qualcuno sul web qualcosina gratuitamente, facendogli perdere tempo che avrebbe potuto dedicare ad una distro più seria);
  • Tolgono serietà/% d’uso a Linux: “We Salvo, vorrei provare Linux, che distro mi consigli?” “ehm…vediamo…c’è HandyLinux che fa una banana…WattOS che nessuno ha capito a cosa serva…ecc.” Un utente che vuole provare una distro Linux, si trova COMPLETAMENTE perso (si, me incluso), navigando in un mare infinito fatto di distro con supporto zero e funzionalità molto simili. Un po’ come quando avete la Homepage di Google davanti e non sapete cosa cercare.

In definitiva, cosa consigli di fare?

Le derivate devono esistere, ma con un senso logico. Se volete cambiare una dock, vi installate una distro già esistente e la cambiate (o ve ne fate una per i fatti vostri e ve la tenete per voi, senza spacciarla per oro o per una novità).

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