Secondo uno studio italiano, l’uso prolungato e a distanza ravvicinata fa aumentare il rischio di tumori. Ecco perché è importante conoscere il tasso di assorbimento specifico delle radiazioni elettromagnetiche
Secondo uno studio realizzato
dell’istituto Ramazzini di Bologna, in collaborazione con il National
Toxicology Program, un’esposizione prolungata alle radiazioni emesse dal
dispositivo potrebbe provocare tumori del cervello e iperplasia delle
cellule di Schwann (tumori rari alle cellule del cuore).
In particolare,
i topi utilizzati nei test di laboratorio sono stati esposti a
radiazioni da 1.8 Gigahertz per 19 ore al giorno.
Molto importante conoscere il tasso di assorbimento specifico (SAR) di
un dispositivo mobile. Si tratta della percentuale di energia assorbita dal corpo umano, quando si trova vicino a un oggetto che emette radiazioni elettromagnetiche.
Il SAR è misurato su tutti gli oggetti che emettono radiazioni, dai
computer portatili ai router WI FI, ma è sullo smartphone che può
generare maggiori effetti, proprio perché si usa tenendolo vicino al
nostro corpo.
Ogni smartphone ha il suo grado di assorbimento, che nell’Unione europea non può superare il valore di 2 watt al chilogrammo e negli Stati Uniti di 1.6 watt al chilogrammo.
Nel vecchio continente però, il valore è tarato su 10 grammi di
tessuto, negli USA su 1 grammo di tessuto. Quindi, anche se la normativa
statunitense sembra più restrittiva, in realtà cambia soltanto la
quantità di tessuto di riferimento.
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