Sei mesi, solo sei mesi ci sono voluti per comprare e buttare nel cestino della raccolta differenziata per componenti elettronici il mio nuovo e desiderato iPhone 8 plus.
Data acquisto: 16 ottobre 2017.
Data morte: 16 Aprile 2018.
Ma a cosa, o a chi, attribuire una dipartita così prematura?
Per una banale disattenzione ho fatto cadere l’apparecchio procurandogli, nonostante la cover, la lesione del vetro dello schermo e con questo evento inizia la mia serie di leggerezze e decisioni sbagliate nel tentativo di riportare il telefono nuovamente al suo aspetto originario.
La prima leggerezza è stata quella di essermi tanto rammaricato dell’accaduto, dopo la cifra (per me importante) spesa per l’acquisto dell’iPhone, e aver pensato subito di cercare di risparmiare qualcosa nella riparazione.
Così, come molti hanno fatto con versioni precedenti compresi colleghi che me lo hanno consigliato, mi sono recato in un centro assistenza non autorizzato il cui gestore (cinese) mi ha garantito il buon esito del lavoro con la sostituzione del vetro al costo di 100 euro regalandomi anche il vetro di protezione per cercare di evitare danni futuri. Bene, ho pensato, pago almeno la metà del costo della riparazione di un centro Apple.
Sapevo che non mi avrebbe messo un componente originale.
Il tecnico a cui ho lasciato il mio telefono, non avendo in casa il pezzo da sostituire, me lo ha trattenuto per quattro giorni.
Posso sopravvivere senza telefono per quattro giorni.
Quando ritiro e accendo il mio «nuovo» smartphone mi accorgo che non era più luminoso come prima e il touch non è così reattivo. Ho subito pensato fosse a causa del vetro protettivo che mi era stato applicato.
L’ho tenuto così per due giorni finché non mi è arrivata una notifica dalla Apple che mi consigliava un aggiornamento che autorizzo.
Qui iniziano le mie maledizioni al cinese che me lo ha riparato ma anche alla Apple.
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