«Tim Cook è il mio eroe»: così twittava el febbraio 2016, Brian Acton, uno dei due cofondatori di Whatsapp.
Cook era (ed è ancora) l’ad di Apple, che all’epoca era impegnata in un inaudito braccio di ferro con l’Fbi; l’agenzia federale statunitense non riusciva ad entrare nel dispositivo di un terrorista e voleva che l’azienda produttrice intervenisse.
La posta in gioco però - almeno a detta di Cook, che aveva diffuso anche una lettera pubblica - era la robustezza delle soluzioni di cifratura e delle misure di sicurezza adottate negli iPhone.
Era la «necessità della cifratura».
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Cook era (ed è ancora) l’ad di Apple, che all’epoca era impegnata in un inaudito braccio di ferro con l’Fbi; l’agenzia federale statunitense non riusciva ad entrare nel dispositivo di un terrorista e voleva che l’azienda produttrice intervenisse.
La posta in gioco però - almeno a detta di Cook, che aveva diffuso anche una lettera pubblica - era la robustezza delle soluzioni di cifratura e delle misure di sicurezza adottate negli iPhone.
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