martedì 7 luglio 2009

Silenzio, il cellulare ti spia Se il telefonino diventa nemico

Sistemi anti-truffe, chip anti-pedofilia: nobili motivazioni ma l'attacco alla privacy è garantito. "Alcuni programmi trasformano il cellulare in un delatore dei nostri comportamenti..." Usato dai regimi per localizzare i dissidenti. Ma anche dai genitori per controllare i figli

Parafrasando un vecchio slogan, viene da dire: il telefono, la tua voce, e le orecchie di qualcun altro.
L'internazionale dell'intercettazione è un'idra trasversale, dall'Iran all'Australia, passando per il Vecchio Continente.
A Teheran spiano i sostenitori di Moussavi, li individuano, li bastonano e li mandano in galera. A Sydney i genitori ansiosi monitorano a distanza i cellulari dei figli e se scoprono qualcosa che non li convince li spediscono a letto senza cena. Esiti diversi, modalità simili.

Il buco da cui entrano questi minacciosi spifferi per la nostra privacy (e libertà) è lo stesso. Ce lo portiamo in tasca. È l'apparecchio elettronico più amato dagli italiani. E il suo manuale di istruzioni, per nuovi modelli sempre più complessi, è una delle poche pubblicazioni a rialzare la media nazionale in fatto di statistiche di lettura. Sua maestà il telefonino.
La repressione post-elettorale nella Repubblica Islamica ha ravvivato il dibattito.
Qualcuno se l'è presa con Nokia Siemens, la joint venture finnico-tedesca che l'anno scorso ha venduto alla Tci, l'operatore persiano, la tecnologia che permette di "entrare" nelle chiamate.
La stessa a disposizione dei governi, previa autorizzazione del magistrato, di tutti i paesi dell'Unione Europea. Su internet, dove gli entusiasmi prendono fuoco come legna secca, c'è chi ha proposto di boicottare il marchio.