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venerdì 8 maggio 2009

I pirati fanno rotta verso Strasburgo

In Svezia, secondo i sondaggi, il Piratpartiet è al 5%. E dall'Italia parte la campagna dell'hacktivist Bottoni

MILANO - Nome in codice: progetto arancione. Obiettivo: "infiltrare" un hacktivist all'interno del Parlamento europeo. Un incrocio tra hacker e attivista, cioè, «che sia tecnicamente e politicamente in grado di seguire le attività legislative legate ad Internet» e alle nuove tecnologie. A poche settimane dalla discussa condanna inflitta da un tribunale di Stoccolma a "The Pirate Bay", il popolare sito di file sharing, i pirati della Rete si organizzano. E in nome delle libertà digitali si lanciano nell'arena politica. In Svezia, ad esempio, il "Piratpartiet", secondo un sondaggio del quotidiano The Local, potrebbe diventare addirittura la quarta forza del Paese, con il 5,1% delle intenzioni di voto.
Ma anche i pirati italiani non se ne stanno con le mani in mano.
A muoversi, in questo caso, è il loro "segretario": Alessandro Bottoni, 48 anni, leader del Partito pirata italiano, si candida alle europee (come indipendente) nelle liste di "Sinistra e libertà". Un impegno politico concreto, denominato appunto "progetto arancione", per «una Rete libera dove ciascuno possa esternare le proprie convinzioni confrontandosi liberamente, senza censura e senza vincoli, e condividendo».