venerdì 15 maggio 2009

Copyright: approvata in Francia la dura legge di Sarkozy

Passata la norma anti-pirateria più severa d'Europa: la "Hadopi" toglie l'accesso a Internet a chi scarica

Alla fine, Nicolas Sarkozy ce l'ha fatta, a far prevalere la linea dura. L’ Assemblea nazionale francese ha approvato oggi la legge "Hadopi" (Haute Autorité pour la Diffusion des Œuvres et la Protection des Droits sur Internet) o "Olivennes" (dal nome del suo ideatore Denis Olivennes, direttore del Nouvel Observateur ex fondatore della Fnac), che prevede di sanzionare severamente chi scarica film e musica senza pagare i diritti d'autore, fino alla sospensione dell’ accesso a Internet in caso di "recidiva".

La legge, voluta fortemente dal presidente francese, passata con 296 voti contro 233, sarà definitivamente approvata domani al Senato.

La Francia diventa così uno dei paesi più rigorosi nei confronti della cosiddetta pirateria digitale. Gli utenti dal prossimo autunno riceveranno prima una lettera d’avvertimento da parte della nuova authority (Hadopi significa "autorità per la diffusione delle opere e la protezione dei diritti di Internet") creata dalla legge. Poi in caso di "recidiva", dal 2010 verrà tagliata la connessione a Internet, e i pirati dovranno continuare a pagare il loro abbonamento.

L’opposizione - che ha condotto una dura battaglia per impedire l’approvazione della legge anche a costo di alienarsi simpatie di artisti vicini alla sinistra - ha già annunciato che presenterà ricorso al Consiglio costituzionale.

E il governo francese se la dovrà vedere anche con Bruxelles, dopo che il Parlamento europeo ha indicato - con un emendamento approvato il 6 maggio scorso - che il taglio della connessione può avvenire solo con una decisione della magistratura. Mentre la legge francese affida il compito a una autorità amministrativa.

La ministra della cultura, Christine Albanel, è convinta invece che non ci sia alcun contrasto fra Parigi e Bruxelles: «Quell’emendamento afferma il principio che ogni minaccia ai ’diritti e libertà fondamentali degli internauti non può intervenire che sulla base di una decisione delle autorità giudiziarie. Ma l’accesso a Internet, dal proprio domicilio, non è riconosciuto come "libertà fondamentale"».

La questione di scaricare film e musica illegalmente - che ha portato recentemente alla condanna, a Stoccolma, del sito di file-sharing Pirate Bay - ha diviso a Parigi non solo il mondo della politica, ma anche quello degli artisti. Se alcuni - come l’attrice Catherine Deneuve - avevano chiesto al Governo di abbandonare «un meccanismo di sanzioni dalla dubbia costituzionalità», molti altri - fra i quali il regista Bertrand Tavernier - si erano schierati a favore della legge.

Alcuni artisti di sinistra - come la cantante Juliette Greco e l’attore Michel Piccoli - avevano anche rimproverato al Partito socialista, in una lettera aperta sul quotidiano Le Monde, di «opporsi a che delle regole siano stabilite agli operatori di telecomunicazioni affinchè cessino di rapinare la creazione». Così facendo - avevano scritto la Greco e Piccoli - il Partito socialista «volta le spalle in modo fragoroso alla nostra storia comune», caratterizzata «dal rifiuto di un ordine puramente commerciale, dalla protezione del debole contro il forte». Ma i deputati socialisti - tranne l’ex ministro della cultura Jack Lang - non li hanno ascoltati e anche oggi hanno votato contro la legge: contrari alle sanzioni per i pirati e favorevoli invece ad un «contributo creativo» prelevato sugli abbonamenti Internet per finanziare il diritto d’autore.