domenica 31 maggio 2009

Chrome cresce: ecco la versione 2.0

Google ha presentato la nuova evoluzione del browser Chrome per sfidare Internet Explorer e Firefox. Più stabile e veloce rispetto al precedente, ma le sue funzionalità sono ancora un po’ deludenti rispetto ai rivali. E a fine anno arriveranno le versioni per Linux e Mac



A otto mesi dalla prima versione, Google ha rilasciato Chrome 2.0, il browser per Windows che mostra i muscoli (ancora piccoli a dir la verità) ai rivali Internet Explorer, Firefox e Safari. Annunciato con alcune preview già a marzo 2009, il nuovo Chrome è diventato più stabile e più veloce rispetto alla release precedente.

In questi mesi gli sviluppatori di Mountain View hanno corretto oltre 300 bachi presenti nella versione beta che potevano causare crash del programma. Il motore di rendering Web Kit, inoltre, è stato ottimizzato per ridurre i tempi di caricamento delle pagine contenenti JavaScript pesanti con prestazioni superiori del 30% rispetto a Chrome 1.0.

Il nuovo browser di Google si affaccia sul mercato tecnologico a poche settimane dal lancio di Internet Explorer 8 da parte di Microsoft e precede di poco quello di Firefox 3.5 che Mozilla dovrebbe rilasciare a breve.

Tre nuove funzionalità
Dal punto di vista operativo Chrome 2.0 non apporta grandi modifiche e si limita a ricalcare i browser suoi concorrenti. Nella nuova release c’è un’opzione per visualizzare i contenuti a tutto schermo funzionalità che, nascondendo la barra del titolo e la parte restante del browser (comandi inclusi), consente di guadagnare spazio. Il Full Screen Mode (attivabile tramite menu Tools oppure con il tasto F11) si rivela particolarmente utile durante la visualizzazione di presentazioni e filmati.

Un’altra funzione inserita nella nuova versione è quella chiamata Form autofill cioè l’autocompletamento dei testi all’interno dei moduli compilabili direttamente sul web. Come altri prima di lui, Chrome memorizza i dati immessi nei moduli online per riproporli quando vi si accede nuovamente evitando così di doverli reinserire. Naturalmente questa funzione può essere disabilitata, oppure si può chiedere al browser di rimuovere definitivamente i dati memorizzati selezionando la relativa voce dal menu Strumenti.

Google ha apportato delle modifiche anche a livello di schede. Ha reso personalizzabile la schermata che appare quando si attiva un nuovo tab e che contiene, di default, le miniature dei siti visitati più spesso, di quelli inseriti di recente nei preferiti o visitati nella precedente sessione. Se, ad esempio, ci sono miniature “imbarazzanti” o che, semplicemente, non si vogliono mostrare, Chrome offre la possibilità di eliminarle. Ognuna di esse è infatti accompagnata da un pulsante che ne permette la rimozione con un semplice clic.