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lunedì 5 gennaio 2009

Banda larga sempre più mobile


Nel 2009 si volerà a 21 mbps

Grazie alla nuova tecnologia Hspa+ le compagnie offriranno connessioni mobili molto più veloci della stessa adsl. Dopo Vodafone tocca a Telecom. Presto arriverà anche 3
di ALESSANDRO LONGO

PARTE la sfida dell'alta velocità su rete cellulare. L'anno prossimo ci sarà un salto in avanti: la banda larga in mobilità, di alcuni operatori, crescerà di quattro volte (almeno sulla carta), grazie alla nuova tecnologia Hspa+. È l'evoluzione dell'attuale banda larga mobile usata da tutti gli operatori italiani, cioè l'Hspa (High speed packet access), che è a sua volta l'evoluzione dell'Umts. Gli operatori interverranno quindi sulla propria rete per adottare l'Hspa+.

L'ultimo annuncio è arrivato, ieri, da Telecom Italia: porterà la banda a 21 Mbps in download e 5,7 Mbps in upload a partire dal primo semestre 2009. La banda di download nel secondo semestre sarà portata poi a 28 Mbps. Oggi la velocità massima è di 7,2 Mbps in download e circa 2 Mbps in upload, nelle zone più fortunate, cioè solo su una piccola percentuale della popolazione (la gran parte arriva a 1,8 Mbps o a 3,6 Mbps). In teoria, quindi, le nuove connessioni di banda larga mobile toccheranno velocità pari o persino superiori alle attuali Adsl (che si fermano a 20/1 Mbps).

Idem per Vodafone, che è stata la prima a fare un annuncio simile, il mese scorso: dalla primavera 2009 porterà la banda a 14,4 Mbps. 3 Italia, invece, dice a Repubblica.it che nel 2009 solo sperimenterà i 21 Mbps e poi li aprirà agli utenti a partire da gennaio 2010.

Per raggiungere quelle velocità, l'utente dovrà usare cellulari oppure schede o modem Hspa+ (collegando questi ultimi due a un computer). Ancora non ci sono sul mercato: si arriva al massimo a 7,2 Mbps con gli attuali prodotti. I prezzi dovrebbero essere uguali o inferiori a quelli delle offerte ora disponibili per navigare in mobilità.

Prima di disdire la propria Adsl e passare alla banda larga mobile, conquistati da queste promesse, facciamo attenzione, però. Meglio sapere prima che quelle saranno velocità disponibili all'inizio solo nelle grandi città (come avviene ora con i 7,2 Mbps). L'operatore può offrire molta banda mobile solo nelle zone ben coperte da fibra ottica, responsabile del trasporto di dati a/da internet e quindi in gran parte della velocità finale e reale. Per questo motivo, già Vodafone chiede di poter contare su parte dei finanziamenti pubblici previsti contro il digital divide. Sono soldi che le servirebbero, tra le altre cose, appunto per mettere fibra laddove non c'è e dare quindi a tutti i 14,4 Mbps.

Secondo problema, quelle dichiarate sono soltanto velocità teoriche: dipenderanno molto dal numero di utenti che è connesso nello stesso momento sulla cella. È vero che anche su Adsl l'affollamento delle connessioni determina la velocità finale, ma su banda larga mobile il problema è più scottante. La velocità dipende infatti anche dalla quantità di spettro radio disponibile per la banda larga mobile, una risorsa ora molto scarsa e che tende a saturarsi con molte connessioni contemporanee.

La soluzione sarebbe dare più spettro agli operatori mobili, che è appunto quello che stanno chiedendo allo Stato: una lotta per le risorse che entrerà nel cuore con il passaggio alla tv digitale terrestre. In quel momento si libereranno frequenze, ora usate per la tv via etere, e potranno essere assegnate per altri scopi, anche per la banda larga.