lunedì 14 aprile 2008

Ue: niente «taglio dei fili» per il P2P

Il Parlamento Europeo si è pronunciato sul tema della protezione del copyright musicale bocciando il cosiddetto «regime dei tre strike» (che come nel baseball prevede l'espulsione dopo tre errori), ovvero la strategia oggetto di proposte di legge avanzate negli ultimi mesi dai Governi di diversi Paesi europei al fine di frenare il peer-to-peer e punire non solo chi scarica materiali protetti da diritto d'autore, ma anche chi agevola tale attività.

I TRE STRIKE -
Tutto è cominciato in Francia alla fine dello scorso anno, quando - nel giorno della firma del Memorandum of Understanding (il documento a tutela dei diritti di major e artisti) - il presidente Nicolas Sarkozy ha associato il peer-to-peer alla distruzione della cultura. La soluzione elaborata a Parigi (e successivamente presa in considerazione anche da altri Governi) chiama in causa gli internet service provider (Isp), invitandoli a monitorare l'attività dei propri utenti e a tagliare loro la connessione nel caso in cui siano «colti con le mani nel sacco» per tre volte consecutive scaricando file proibiti dai sistemi di condivisione online. In pratica, dopo aver inviato all'utente due avvertimenti, alla terza malefatta l'Isp deve provvedere alla risoluzione del contratto di fornitura di connessione internet, oltre che comunicare alle autorità i dati del cliente coinvolto. Ed è ancora la proposta di legge a prevedere la perseguibilità dei provider che scelgono di non adeguarsi a tale procedura.

LA BOCCIATURA – Ieri il Parlamento ha quindi bocciato tale procedura, considerandola di fatto lesiva delle libertà civili e dei diritti umani: l'internet è un mezzo di partecipazione e di accesso alla conoscenza e non si può pensare di proteggere il diritto d'autore disconnettendo i cittadini dalla rete. Insomma, come riferito da un portavoce dell'assemblea parlamentare dell'Unione, misure restrittive come quelle previste dal regime dei tre strike non dovrebbero essere utilizzate. Tuttavia, il parere europeo non è vincolante e gli stati membri dell'Unione potranno ignorarlo e portare avanti le loro politiche di repressione in nome della difesa del copyright.

Letto su Corriere della Sera.it