Spotify
È stato il primo dei servizi di streaming per come li conosciamo oggi a diventare davvero “di massa” e per questo ha raggiunto una grossa diffusione. Si può usare sia in versione gratuita che a pagamento, cioè “Premium”.
In entrambi i casi bisogna registrarsi e scaricare un’applicazione, anche da un computer.
Nella versione gratuita ci sono le pubblicità e se si usa Spotify dall’app per dispositivi mobili non si può scegliere quale singola canzone ascoltare ma solo selezionare una playlist, un disco o la discografia in cui è contenuta. Infine si può passare alla canzone successiva solo per sei volte in un’ora. Fino al 30 giugno l’offerta per l’iscrizione a un account Premium prevede il pagamento di 0,99 euro per i primi tre mesi, di 9,99 euro al mese in seguito. È un’offerta disponibile solo per chi non ha mai avuto un account Premium in passato.
Apple Music
Non ha una versione gratis – come Spotify – ma è solo a pagamento, però si può fare una prova gratis per tre mesi. L’abbonamento standard costa 9,99 euro al mese, scontato a 4,99 euro per gli studenti universitari che dimostrino di esserlo. Ce n’è anche uno per famiglie composte da un massimo di sei persone: costa 14,99 euro al mese.
Apple Music funziona attraverso la stessa app di iTunes, e permette quindi un’ottima integrazione tra la propria libreria musicale (di canzoni di cui si possiede il file) e quelle in streaming. Partendo dal servizio si possono scaricare canzoni per ascoltarle offline attraverso l’app: non ci sono limiti al numero di canzoni che si possono scaricare, diversamente da quanto succede con Spotify. Non c’è una versione di Apple Music per Windows Phone.
Google Play Music
Consigliato soprattutto a chi usa molto i servizi di Google e il suo store, per gli utenti Android in particolare, e vuole integrare alle cose che usa un servizio di streaming. Funziona in modo simile ad Apple Music, nel senso che lo si usa attraverso Google Play, cioè lo stesso posto in cui si possono acquistare dischi e film. Si può provare gratis per 30 giorni, poi si paga 9,99 euro al mese, 14,99 se si usa il servizio con un gruppo Famiglia: può raggruppare fino a un massimo di sei account appartenenti a persone che risiedono nello stesso paese. Anche con Google Play, come con Apple Music, il numero di canzoni che si possono scaricare per l’ascolto online è illimitato. Quindi si spende tanto quanto con Apple Music, ma a differenza di questo ha anche una versione gratuita: non permette di ascoltare musica in streaming, ma soltanto di salvare sul cloud fino a 50mila canzoni, per poi ascoltarle da desktop o da un dispositivo mobile.
Amazon Music
L’ultimo arrivato. Come gli altri prevede un abbonamento mensile a 9,99 euro per un account singolo e uno a 14,99 euro per sei account al massimo distribuiti tra i membri di un’unica famiglia. C’è però un vantaggio per chi ha già un account Amazon Prime, il programma di Amazon per ricevere consegne in un giorno (che ora costa 36 euro l’anno): Amazon Music non è incluso ma abbonandosi per un anno intero non si pagano due mesi. Quindi l’abbonamento annuale individuale costa 99 euro, quello familiare 149. In tutti i casi per i primi 30 giorni Amazon Music è gratis. La qualità della musica di Amazon Music è a 256 kbps, come quella di Apple Music, e non c’è limite alle canzoni che si possono scaricare e ascoltare offline.
keep reading

