martedì 4 agosto 2009

Scomunica di Facebook: "Istiga al suicidio"


Il capo della Chiesa cattolica in Inghilterra e Galles si è detto preoccupato in una intervista per l'uso eccessivo di email, sms e social network, che a suo avviso creerebbero relazioni superficiali e aumenterebbero il rischio di suicidio fra i giovani. L'arcivescovo cattolico di Westminster, Vincent Nichols, ha detto al quotidiano Sunday Times che «l'amicizia non è un bene di consumo, l'amicizia è lavoro duro e duraturo, quando è buona. Io penso che ci si debba preoccupare che un uso eccessivo o quasi esclusivo di sms e email significhi che come società stiamo perdendo qualcosa della nostra capacità di costruire una comunicazione interpersonale, che è necessaria per vivere insieme e costruire una comunità».
L'arcivescovo Nichols, 63 anni, dice che un uso eccessivo dell'informazione elettronica è «disumanizzante» e porta a una perdita nelle capacità sociali e nell'abilità di leggere il sentimento di una persona attraverso il suo linguaggio del corpo. Inoltre i social network (Facebook, MySpace, Twitter) incoraggiano i bambini a dare una importanza eccessiva al numero di amici, invece che alla qualità delle relazioni. «Tra i giovani spesso un fattore chiave nel commettere suicidio è il trauma di una relazione transitoria - ha detto l'arcivescovo cattolico -. Si gettano in una amicizia o in una rete di amicizie, poi quando questa collassa si ritrovano disperati».
A riprova degli effetti pericolosi dei siti sociali, Nichols cita il caso della 15enne Megan Gillan, che la scorsa settimana ha preso una dosa fatale di analgesici dopo essere stata presa pesantemente in giro su una chat di un altro social network, Bebo. Ma in coda a questa lunga serie di accuse, spunta una circostanza curiosa: il Sunday Times spiega come su Facebook ci sia un Vincent Nichols che afferma di essere l'arcivescovo di Westminster, che cita correttamente come indirizzo di casa Ambrosden Avenue a Westminster, e che conta 336 amici. Il domenicale dice di essere in attesa di una conferma dal portavoce del prelato che si tratti proprio di lui, iscritto a Facebook nonostante le pesanti riserve.