mercoledì 15 luglio 2009

I primi quarant'anni di Unix

La tradizione del sistema operativo nato nell'estate del 1969 è diventata anche quella degli utenti Mac con i sistemi operativi mutuati all'inizio del secolo da NeXT. Ma Unix ha una storia più importante e profonda, che ha determinato un cambio epocale nel modo in cui è concepita l'informatica stessa.
Più di Linux, più del Ms-Dos e più di Windows, nelle sue varie versioni.

I quarant'anni sono un momento importante nella vita, perché - stante l'attuale attesa di sopravvivenza - si collocano circa alla metà.
E sono quindi tempi di bilancio, così come al cinema ci si avventurava nelle prime riflessioni a caldo durante l'intervallo tra il primo e li secondo tempo.
Per Unix, si tratta di una riflessione che è celebrativa, vista la ricorrenza di questa estate, sia di un pensiero su quanto profondo, sottotraccia ma pervasivo sia stato il ruolo di questo sistema operativo nel modo in cui concepiamo l'informatica...
Unix, raccontano gli informatici che insegnano nelle università e in rete la storia e l'uso del sistema operativo, è nato come un sistema portabile (cioè trasferibile da una macchina all'altra, a differenza di quanto accadeva con i mainframe), multitasking, multi-utente e time-sharing.
Con Unix arrivano una serie di idee: l'uso del puro testo per l'archiviazione dei dati, il file system gerarchico, sistemi di comunicazione tra processi, una galassia di strumenti software piccoli, compatti, invocabili e collegabili tra loro grazie a un interprete di linea di comando e al mitico "pipe", cioè la funzione che trasforma l'output di un programma nell'input di un altro. Questo è, secondo i docenti e la stessa Wikipedia, il cuore della "filosofia Unix".
Un cuore che adesso è diventato la base dell'informatica.