venerdì 13 marzo 2009

Strategie Microsoft: forse nel 2010 un Explorer totalmente rimovibile ed un Office 14 gratuito

Durante una presentazione tenuta recentemente al Morgan Stanley Technology Conference di San Francisco, il presidente della divisione Business di Microsoft, Stephen Elop, ha affermato che la società sta seriamente pensando di lanciare una versione gratuita di Office 14 con banner pubblicitari.

Non è chiaro se nel suo intervento Elop si riferisse (come probabile) alla versione web-based di Office (denominata Office Web Applications) oppure alla tradizionale suite di prodotti desktop in preparazione per il 2010, tuttavia la notizia ha fatto il giro del mondo in pochissime ore suscitando grande clamore.

Quale motivo potrebbe spingere Microsoft ad adottare tale strategia? Il rivale numero uno di Office, per ammissione dello stesso colosso software che ha sottolineato questo concetto in vari recenti interventi pubblici, non è al momento né OpenOffice né le altre soluzioni alternative basate sul web come Google Docs, bensì la pirateria che da sempre affligge questo prodotto software.

Ogni anno le copie pirata del software di Office sottraggono milioni di dollari d’introiti alla società di Redmond e la decisione di offrire una versione del prodotto completamente gratuita, ma soggetta al vincolo della visualizzazione di banner pubblicitari potrebbe rappresentare un modo (forse discutibile, ma comunque efficace) per convertire un’installazione pirata (che tradizionalmente non produce profitti) in un’opportunità di guadagno.

Un’altra interessante decisione Microsoft la sta forse prendendo sul fronte dei sistemi operativi ed in particolare sul futuro di Windows 7.

Secondo alcune fonti molto vicine al colosso di Redmond, la compagnia avrebbe iniziato a testare silenziosamente al proprio interno una nuova funzionalità segreta che offrirebbe la possibilità di rimuovere completamente Internet Explorer 8 dal sistema operativo.

Microsoft ha, fino ad oggi, difeso a spada tratta il suo diritto di fornire in bundle il browser IE all’interno di Windows, ma la crescente pressione e l’accalorarsi dei toni della discussione sul caso avanzato dalla commissione antitrust europea (e sollecitato alla sua attenzione dal concorrente Opera), sta costringendo i vertici di BigM a considerare seriamente una decisione di questo tipo.

Come si ricorderà, infatti, si sono recentemente uniti all’investigazione dell'antitrust UE anche i due grandi concorrenti, Mozilla e Google, che sviluppano rispettivamente i browser Firefox e Chrome.

http://windowsitpro.com/windowspaulthurrott/article/articleid/101644..