martedì 11 novembre 2008

L'ossessione dell'avvio veloce

Marina Rossi
La guerra dei pc si giocherà sul tempo di avvio del computer, a partire da quando si preme il pulsante di accensione. Ma il vero obiettivo sarà restare al di sotto dei cinque secondi, come promette anche Windows 7.

Il New York Times la chiama l'era dell'impazienza. La verità è che nonostante la tecnologia stia accelerando ogni processo, anche il più banale gesto quotidiano, le richieste degli utenti sono sempre più alte. E questo è vero soprattutto per la velocità di accensione e di spegnimento del proprio computer. Poco importa dunque se la potenza del pc non è all'altezza delle aspettative, l'importante è un'accensione rapida.

Essere operativi, subito
Quando si preme il pulsante di avvio, l'utente inizia a combattere con la propria impazienza, ma soprattutto con la frustrazione di dover attendere. Prima il suono "dong", poi lo splash screen grigio o colorato e la barra di caricamento che si completa, infine il desktop deserto che lentamente – troppo lentamente – si popola con i programmi e le cartelle disordinate: una lunga agonia che può durare anche alcuni minuti. Minuti preziosi che separano l'utente dall'essere pronto per iniziare a lavorare. Sull'onda di questa nuova necessità, esistono già sistemi come SplashTop, disponibile per i computer Asus (soprattutto i subnotebook) che semplifica l'interfaccia a vantaggio di una maggiore velocità.

Come raggiungere l'efficienza
Ma quali sono i piccoli trucchi per rendere il proprio computer più veloce all'avvio? Molti accorgimenti sono eterni ed efficaci per migliorare le prestazioni generali del pc: effettuare una manutenzione periodica (defrag e pulizie di sistema soprattutto nel caso dei computer Windows), ma soprattutto una grande attenzione ai programmi in esecuzione automatica: per avere un'accensione veloce è preferibile non avere applicazioni che si avviano automaticamente perché rallentano quei primi momenti trasformandoli in lunghi e strazianti minuti di attesa. Ma anche dopo un'ottima manutenzione del sistema operativo, alcuni computer restano più lenti di altri. A fare la differenza, come sempre, è l'hardware (ram e processore) e il software (sistema operativo). Dwight Silverman ha raccolto sul proprio blog le testimonianze degli utenti e del tempo di avvio che fluttuano da un minimo di 15 secondi (Linux) ai 40-45 secondi di Windows Vista solo per autenticarsi nella finestra di login dell'utente. Altri 20-70 secondi sono richiesti per caricare le applicazioni del sistema operativo. Altrettanto importante per gli utenti – sebbene possa apparire un dato superfluo – è il tempo di shut down, cioè quanti secondi separano il comando "Arresta il sistema" dall'effettivo spegnimento.

Solo cinque secondi
Proprio a causa dell'insofferenza che domina quei primi minuti di inattività di fronte allo schermo del pc, l'industria dell'hardware e del software sta lavorando per accorciare il tempo di boot, cioè l'avvio. L'obiettivo sarebbe quello di rientrare al di sotto dei cinque secondi (meno di un decimo del tempo mediamente richiesto dagli attuali computer), garantendo così all'utente di essere operativo fin dal primo minuto. Per ridurre il tempo di boot, il sistema operativo viene sdoppiato in due parti distinte e complementari: da un lato, il cuore centrale viene spogliato di tutte le parti superflue e supplementari e ridotto al minimo indispensabile, con poche applicazioni ma disponibili immediatamente; dall'altro viene mantenuta la versione superaccessoriata, lenta ma completa. Il cuore del sistema operativo è caricato su una memoria Ssd, come le memorie flash, che sono ad accesso rapido, mentre il resto è caricato sull'hard disk.

La scelta dell'instant on
In questo modo si potrà agire preventivamente per ridurre la Pba (Pre-boot anxiety), una delle sindromi dell'hi tech che insieme al BlackBerry fantasma e al tunnel carpale sta segnando gli utenti più attivi (e dipendenti) dal web. Ma il motivo di questa impazienza è strettamente collegato al fatto che sempre più spesso il computer viene utilizzato in modo intermittente: non più una sola sessione di lavoro dalle 9 alle 18 per poi chiudere tutto e tornare a casa, ma frequenti avvii anche al di fuori dell'orario d'ufficio per controllare la posta o per aggiornare qualche applicazione online. E in questo, i computer portatili o desktop hanno come concorrenti non altri pc, ma subnotebook, smartphone e device mobili come l'iPod Touch che in pochi secondi aprono le porte del web all'utente senza bisogno di aspettare il caricamento di un sistema operativo complesso. La stessa Microsoft sta lavorando al concetto dell'instant on, con l'obiettivo di far avviare la prossima incarnazione di Windows in pochi secondi, con l'accesso immediato alle applicazioni fondamentali come word processor, email e browser.