giovedì 8 ottobre 2009

La grande caccia ai ladri informatici


Quattro milioni di software criminali
Erano 430 mila solo tre anni fa

Le fotografie le ricordano tutti: i dipendenti della Lehman Brothers costretti a uscire all’alba dalla sede newyorkese con gli scatoloni portati a brac­cio.
Pochi minuti per racimolare in fretta le proprie cose.
Il simbolo della crisi. Ma perché non dargli più tempo?
«Scene come quelle ne ho viste tante in quest’ultimo anno anche qui nella City — racconta Luigi Brusamolino, vice presidente per l’Europa e il Nord Africa di Sy­mantec —.
Sono decine di migliaia i licenziati da società finanziarie in tutta Europa.
E quel­lo che abbiamo osservato è una crescita del furto dei segreti industriali: a priori non si tratta di ladri. Ma sono persone arrabbiate e in difficoltà che prima di andare via con la prospettiva di una vita senza stipendio si co­piano del materiale digitale.
In questo mo­mento se pensiamo alla crisi finanziaria che ha investito il mondo la conseguenza più di­retta per quanto concerne la sicurezza è que­sta: l’incremento degli attacchi interni alle aziende, non quella esterna dei virus».

IL NEMICO USB
Il nemico numero uno delle industrie costa una manciata di euro e si chiama chiavetta Usb.
CORRIERE DELLA SERA.it