sabato 1 agosto 2009

Sms, la crisi dopo gli squilli

Il dietrofront della generazione under 18: solo 5 Sms al giorno, perchè costano troppo. I giovani preferiscono utilizzare i social network gratuiti e divertenti

Due squilli inviati e due ricevuti. Ed è fatta. Le parole se ne vanno a ramengo e non servono a niente. Con un paio di indicazioni sonore si trasmette la passione, un calorico «ti amo».
Ma un solo squillo di telefonino sollecita una richiesta più prosaica: «Chiamami, il mio credito è terminato». Già, proprio così: si esauriscono molto, troppo velocemente le ricariche quando si abusa degli Sms, specie in Italia dove i messaggini sono i più costosi d'Europa (da noi si spende quasi il doppio che nella media Ue e cinque volte più che in Danimarca).
Forse è proprio per questo che il genio italico degli adolescenti ha rinnovato l'arte di arrangiarsi, sostituendo gli short messages con gli squillini del cellulare.