martedì 12 maggio 2009

Sms troppo costosi giro di vite delle Authority

L'Sms italiano finisce sotto accusa. E i "tribunali" che lo bocciano (Autorità Antitrust e Garante delle Comunicazioni) sono arrabbiati e motivati a intervenire.

L'analisi sui messaggini - troppo cari per il 25% degli italiani
, tra cui molti adulti e anziani - è stata approvata martedì sera dal Garante delle Comunicazioni mentre arriva stamattina sul tavolo dell'Antitrust. Trenta pagine cariche di rilievi, frutto anche del lavoro di Sebastiano Sortino, il commissario del Garante che ha seguito lo studio, che ora si limita a dire: "Interverremo".

L'analisi divide gli italiani in due grandi gruppi: il 75% manda gli Sms a condizioni di favore perché aderisce a offerte speciali. Sono soprattutto i giovani a selezionare i pacchetti vantaggiosi. Ma un pezzo importante di società, il 25%, si fa spellare perché paga ancora il messaggino a prezzo pieno: 15 centesimi. Questi "polli" - chiamiamogli così - rappresentano una riserva preziosa per gli operatori della telefonia. Garantiscono il 77% delle entrate di questo mercato.

L'analisi sottolinea, a questo punto, un paradosso. Dal primo luglio, per volontà della Commissione europea, il costo di un Sms tra Parigi e Roma, oppure tra Atene e Berlino non potrà superare gli 11 centesimi. Una beffa, insomma, è alle viste: scambiarsi un messaggino tra Oslo e Marsiglia costerà meno che tra Benevento e Ascoli. Proprio per questo, il Garante delle Comunicazioni propone di intervenire subito perché il prezzo massimo dell'Sms italiano non si riveli superiore rispetto a quello tra nazioni comunitarie.

Altro problema. Le società italiane della telefonia mobile riconoscono che il prezzo massimo dei loro Sms è sempre pari a 15 centesimi di euro. Ma se questo è vero, le società italiane non hanno forse stretto un patto sotterraneo? Non si sono forse accordate per imporre (sempre al 25% di italiani) tutte lo stesso prezzo? Spetta all'Antitrust, nella riunione di oggi, valutare questa criticità concorrenziale.

L'analisi non si ferma qui. Altro punto critico è rappresentato dai cosiddetti operatori virtuali. Sono società di telefonia mobile che mancano di una rete propria di ripetitori. Per lavorare, questi operatori hanno bisogno di noleggiare la rete dei soggetti più forti del mercato (Tim, Vodafone, Wind, Tre). Questi soggetti forti dicono agli operatori virtuali (più deboli): se vuoi che i tuoi clienti mandino un messaggino attraverso la nostra rete devi pagarci in media 5,5 centesimi per ogni Sms. Ma questo pedaggio non costringe poi gli operatori virtuali a imporre ai propri clienti prezzi troppo alti per un messaggino?