lunedì 4 maggio 2009

Professionisti-pirati informatici

Operazione del Nucleo tibutario della Finanza in difesa dei diritti d’autore. Rischiano multe da 5 a 30 milioni. Da Microsoft Office a programmi più tecnici tutti senza documenti



Lara Loreti

LIVORNO - Professionisti “birichini”, che usano per lavoro i software di Windows, ma senza licenza d’uso e senza avere i documenti necessari. Sembra un errore innocente e inconsapevole, ma le sanzioni previste in materia di pirateria informatica sono severissime. Ne sanno qualcosa undici professionisti livornesi che sono finiti nella rete della Finanza per installato e utilizzato illecitamente alcuni programmi per il computer. Interpellati dalle fiamme gialle, gli undici hanno risposto di non essersi accorti dell’illecito.
L’inchiesta. Nei mesi scorsi infatti il Nucleo tributario delle fiamme gialle ha denunciato per pirateria informatica liberi professionisti quali ingegneri, architetti che lavorano in città e provincia. Cinque di loro operano autonomamente, gli altri sei lavorano in studi associati. Sono stati scoperti dalla Finanza dopo un’indagine a vasto raggio, mirata a chi lavora con supporti informatici, volta a contrastare la tendenza a procurarsi i software sotto banco e a far conoscere e rispettare la legge in materia. I livornesi denunciati sono tutti professionisti rampanti sui 35-40 anni. I programmi che utilizzavano nei loro studi, oltre a non avere la licenza d’uso, non avevano neanche i documenti che provavano il legittimo acquisto.
Il reato. Usare software senza licenza è come rubare perché si usufruisce di un prodotto che non è proprio, che non è stato pagato e che è stato procurato in maniera illecita, ignorando i diritti d’autore. Il problema della pirateria software è praticamente vecchio tanto quanto l’informatica. Il fenomeno ha poi assunto varie e differenti sfaccettature, comprendendo anche il settore multimediale. Il denominatore comunque rimane la tutela della proprietà intellettuale. Tuttavia, non tutti sanno che con questo comportamento si rischiano la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 5 a 30 milioni.
Il supporto tecnico. Ad aiutare i finanzieri del nucleo tributario nello svolgimento dei controlli ci hanno pensato i tecnici della Bsa (Business software alliance), l’associazione che riunisce i maggiori produttori di software per contrastare la pirateria informatica.
I programmi scoperti. I software maggiormente usati e installati in maniera illegittima sono i sistemi operativi come Microsoft Windows o applicativi come Microsoft Office (il pacchetto standard 2007 costa 457 euro). A questi si aggiungono i software più tecnici, tipicamente usati da architetti e ingegneri quali Autocad, Corel e Adobe.
I controlli continuano. L’inchiesta è stata coordinata dalle pm Carla Bianco e Antonella Tenerani. Nuovi controlli sono previsti nelle prossime settimane.