sabato 11 aprile 2009

Francia all'attacco dei web-pirati Internet spento a chi scarica film

Computer spenti per legge a chi "ruba" immagini e musica. La legge voluta da Sakozy

Giampiero Martinotti

PARIGI - Niente Internet ai pirati, niente notti passate a scaricare via computer musica e film a chi non rispetta i diritti d'autore: la legge francese che punisce gli incorreggibili amanti di P2P e BitTorrent va avanti fra mille scogli e sta per arrivare in porto.

Voluto da Nicolas Sarkozy, difeso mollemente dalla maggioranza di centrodestra, dove numerosi sono gli scettici, e contestato a sinistra, il provvedimento è articolato attorno a una misura chiave: la sospensione dell'accesso a Internet, da due a dodici mesi, per chi scarica illegalmente dopo essere stato avvertito per due volte. Una punizione che sarà messa in atto da un'autorità amministrativa, mentre i colpevoli potranno far ricorso a un giudice. "Una legge farraginosa, inapplicabile, già superata dall'evoluzione delle tecnologie", dicono i critici, mentre il ministro della Cultura, Christine Albanel, si sgola per difendere quel che resta dei diritti d'autore.

Ma alcuni emendamenti, come quello che esenta i pirati dal pagare il canone in caso di sospensione, provocheranno veri guai: in Francia, ormai, l'Adsl è offerta insieme a telefono e televisione e i fornitori di accesso, già poco entusiasti della legge, dovranno calcolare i prezzi di ogni servizio, cosa che oggi non avviene. Dopo l'approvazione all'Assemblea nazionale, la legge dovrà essere riesaminata da una commissione composta da deputati e senatori prima del varo definitivo.

Poi ci saranno ancora due scogli. Il primo interno: il Consiglio costituzionale dovrà pronunciarsi sulla liceità di tagliare una linea Internet con un semplice atto amministrativo. Il secondo esterno: il Parlamento europeo vorrebbe iscrivere Internet tra i "diritti fondamentali" dei cittadini e se così sarà la legge francese diventerà inapplicabile. In ogni caso, viste le difficoltà tecniche, la normativa non entrerà in vigore prima del 2011.

I difensori del provvedimento, tuttavia, non mollano. Secondo loro, si tratta prima di tutto di mettere fine alla cultura della gratuità creata dalla rete, di far rispettare l'idea che gli artisti hanno diritto ad essere remunerati come qualsiasi altra persona. E pensano che lasciar fuori dalla rete i colpevoli sia l'unico metodo per riuscire a bloccarli. In realtà, dimenticano la molteplicità degli accessi: tutti i parchi e giardini parigini, per esempio, offrono Internet gratuitamente e senza formalità via wifi e i pirati potranno tranquillamente connettersi alla rete, anche se non da casa loro. Molto diverso, invece, quel che è successo in Svezia: con l'entrata in vigore di una normativa molto simile, il traffico su Internet è diminuito di un terzo.
Concretamente, la legge francese crea una nuova Authority (Hadopi, Alta autorità per la difesa delle opere e la protezione dei diritti su Internet), cui potranno rivolgersi gli autori, gli artisti e la Siae. Dovranno fornire la lista di indirizzi Ip dei pirati, ottenuta dai fornitori di accesso, e chiedere l'intervento della Hadopi. Questa manderà due avvisi ai pirati e se non smetteranno di scaricare illegalmente si vedranno sospendere la linea. Particolare curioso votato ieri dai deputati: non potranno chiedere il rispetto dei loro diritti gli artisti (o i loro eredi) che risiedono in un paradiso fiscale.