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venerdì 23 gennaio 2009

Cellulari, il numero si cambia in tre giorni


In media il 4% all'anno decide di cambiare, ma finora non ha avuto vita facile, tra tempi lunghi e tentativi volti a far cambiare idea: la number portability per gli utenti della rete mobile esiste dal 2003, ha riguardato finora oltre 19 milioni di carte Sim (su un totale di 94), con un tasso superiore alla media europea. Entro breve tempo, poi, la migrazione da un gestore all'altro dovrebbe essere facilitata, grazie a una recente delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom).

Il provvedimento
Il provvedimento – il 78/08/CIR pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» n. 299 del 23 dicembre, le cui principali disposizioni saranno applicate entro fine giugno, cioè 180 giorni dall'entrata in vigore, il 24 dicembre – contiene importanti novità a proposito della «portabilità del numero mobile», definizione con la quale si indica la facoltà di un utente di cellulare di cambiare gestore mantenendo il proprio numero (prefisso compreso).

In sintesi tre sono i punti di modifica: riduzione dei tempi necessari per la transizione, divieto per il vecchio gestore (il donating, quello che ha il contratto con il cliente e lo cede, mentre chi lo acquisisce è il recipient) di interrompere il processo di "migrazione" scartando o rifiutando la richiesta del cliente con motivazioni non espressamente previste dalla delibera stessa (con una revisione delle causali di rifiuto), maggiore capacità di evasione delle richieste.
«Questo intervento intende migliorare il sistema e ridurre gli eventuali intoppi – spiega Vincenzo Lobianco, a capo della Direzione reti e servizi di comunicazione elettronica dell'Agcom – e si è reso necessario anche alla luce dell'attuale quadro concorrenziale, dove di recente hanno fatto il loro ingresso gli operatori virtuali: a questi, che giocoforza si muovono in un mercato di sostituzione, deve infatti essere garantita la possibilità di partecipare a pieno titolo al processo competitivo». Ma ecco i dettagli.

Il funzionamento
La number portability prevede che qualora l'utente (di abbonamento o prepagata) accetti la proposta del gestore recipient sottoscrivendo l'apposito modulo di adesione, il nuovo operatore trasmetta la richiesta al donating. La richiesta sarà inserita in un sistema di trattazione della pratica e da questo momento in poi non dovranno – entro fine giugno – passare più di tre giorni lavorativi per il cut-over (il passaggio). «Prima della delibera 78/08 – spiega Lobianco – il termine andava dai cinque ai dieci giorni. Il problema principale, tuttavia, sta nel fatto che il donating, avuta notizia dell'intenzione di abbandono del proprio cliente, mette abitualmente in atto una strategia di retention basata su tecniche talvolta al limite dell'ingannevole. Ad esempio, i dati dell'utente sono trasmessi dal reparto tecnico a quello commerciale e questo comincia a bombardare il cliente con proposte e messaggi volti a trattenerlo». Risultato: la pratica della retention – che comunque non è vietata – è diventata un costume diffuso, finendo per rallentare le migrazioni, con una percentuale di rifiuti o scarti superiore al 50 per cento.

Più fluidità
La delibera dell'Agcom stabilisce invece che – una volta inserita nel sistema la richiesta del cliente – la prestazione di cut-over, cioè di trasferimento, non possa essere bloccata da motivazioni generiche, strumentali al tentativo di trattenerlo, ma debba essere prontamente evasa. «Analogamente – aggiunge Lobianco – sarà più agevole per il cliente che cambia nuovamente idea, passare a un altro operatore o tornare a quello precedente. La riduzione dei termini di realizzazione del passaggio risponde inoltre agli orientamenti del quadro regolatorio europeo, visto che il commissario Ue ai Media Viviane Reding si è espressa per l'abbassamento della tempistica a un solo giorno».

Un altro importante punto della delibera è l'azzeramento, fin da ora, dei costi che il recipient deve pagare al donating (circa 10 euro per ogni passaggio), un risparmio che ribilancia la situazione a favore degli ultimi arrivati sulla scena (i gestori virtuali) e che può anche riflettersi sulle tariffe praticate all'utente.

Infine la delibera modifica il meccanismo di evasione degli ordini: la capacità giornaliera minima (12mila la soglia per Tim e Vodafone, 9mila per H3G e Wind, 500 per i virtuali) dovrà essere incrementata automaticamente – senza necessità di una specifica delibera – in funzione delle richieste, ancora prima che si verifichino situazioni di congestione.