venerdì 5 settembre 2008

Traffico internet, crescita continua ma questa Rete non teme ingorghi

Il volume cresce ma occupa solo un terzo della capacità di banda. E' boom di connessioni nelle economie emergenti e in Medioriente. Gli esperti avvisano: blackout regionali sono ancora possibili.

NEW YORK - Altro che collasso. Oggi internet assomiglia a una superstrada con tre corsie, di cui due sono ancora vuote. La profezia che voleva il web correre dritto verso il blackout dovuto ai troppi internauti e ai troppi dati scambiati, per ora, non sembra trovare conferma. Secondo la società di ricerca Telegeography, il traffico in rete occupa in media un terzo della capacità di banda disponibile, con picchi mai superiori al 44%.

Dalla metà del 2007 alla prima parte del 2008, il volume totale del flusso online è aumentato nel 2007, ma meno dell'anno precedente. Una crescita di 53 punti percentuali che, nonostante sia sempre molto alta, segna un rallentamento rispetto al 61% dell'anno prima. Un dato guidato dal calo dell'espansione in mercati maturi come Stati Uniti (che resta il più grande consumatore mondiale di banda larga) e Canada.

Alcune zone invece attraversano un vero boom, come il Sudest asiatico, l'America del sud o il Medioriente. Qui, la domanda maggiore viene da Dubai e dagli Emirati Arabi, la fame di connessioni fa raddoppiare il traffico ogni anno. Dal 2000 ad oggi gli utenti sono cresciuti del 1000% e dal 2005 la banda occupata aumenta a ritmi vicini al 100%. I nuovi internauti sembrano apprezzare i benefici della banda larga, in particolare, quello di poter vedere video online o utilizzare siti peer to peer.

A preoccupare molti esperti - arrivati a teorizzare la possibilità che l'aumento dei dati portasse la rete a scoppiare - c'era proprio l'espansione dell'uso dell'intrattenimento multimediale. Lo scorso anno infatti, solo il traffico occupato di YouTube, aveva consumato più banda larga dell'intero traffico registrato su internet nel 2000. E parte del rallentamento di questi ultimi tempi, potrebbe essere stato generato proprio da alcuni provider, che allarmati dalle previsioni, hanno imposto dei limiti mensili di download per utente.

Dunque, il blackout totale è ancora un'ipotesi. Ma questi dati, avvertono gli esperti, non escludono la possibilità di collassi regionali. L'incremento esplosivo mostrato da alcune aree potrebbe sorpassare la loro capacità assorbimento. Il rischio "collo di bottiglia", è più forte in Medioriente (dove un blackout c'è già stato alla fine di gennaio), connesso al resto del mondo solo da pochi collegamenti sottomarini. Un limite, forse, anche quello solo virtuale, di fronte al quale le maggiori compagnie di telecomunicazioni si leccano i baffi: solo l'anno scorso sono stati annunciati investimenti per più di un miliardo di dollari per aumentare la capacità delle reti.