giovedì 5 giugno 2008

Riesplode la guerra dei browser con grandi novità in arrivo: chi muove i fili e perchè ?

L’argomento browser è recentemente salito alla ribalta e non passa giorno senza che annunci e dichiarazioni non si susseguano gli uni dietro gli altri.
Mozilla ha, ad esempio, fatto sapere che a giugno rilascerà l’edizione finale di Firefox 3 che includerà sostanziali modifiche funzionali rispetto alla precedente versione.
Da mesi Microsoft ha invece iniziato lo sviluppo di Internet Explorer 8 annunciando grandi avanzamenti tecnologici. Anche Apple sta spingendo il suo browser Safari (il cui uso è stato finora principalmente relegato al sistema operativo Mac OS X) all’interno dello spazio Windows, rendendolo al
contempo disponibile anche agli utenti iPhone.
Un altro competitor agguerrito è Opera Labs, il cui omonimo browser è parecchio diffuso soprattutto tra gli utenti di smartphone, PDA ed altri dispositivi mobili.
A delineare un quadro ancora più competitivo, la notizia di alcune settimane fa secondo la quale alcune grandi compagnie dell’IT sarebbero in procinto di investire risorse in prodotti browser di nuova generazione, capaci cioè di offrire nativamente e migliorare il supporto alle reti sociali ed offrire un’esperienza interattiva meno general-purporse e specificatamente orientata agli ambienti ed alle applicazioni Web 2.0.
Come è possibile notare dalle notizie lampo menzionate, il nucleo degli annunci non riguarda (come invece accadeva in passato) unicamente le caratteristiche e le funzionalità di un browser, ma soprattutto il contesto in cui esso si colloca rispetto alle nuove tecnologie e tendenze (SaaS, Web 2.0, cloud computing, virtualizzazione, etc…).
Ma se i browser sono applicazioni software completamente gratuite, perché riescono a catalizzare l’attenzione di vendor e fornitori di servizi che cercano di estenderne il più possibile le potenzialità? Secondo gli analisti della società di ricerca Saugatuck, la risposta è molto semplice.
I browser sono diventati un ottimo strumento per dare visibilità ad un’azienda ed alle sue
soluzioni.
I grandi player IT hanno quindi tutto l’interesse a supportarli ed implementare gli standard necessari per garantirne la compatibilità con le proprie infrastrutture ed i propri prodotti. Il fine è naturalmente quello di non essere tagliate fuori dal mercato.
A guidare la guerra dei browser sono in particolare due punti focali:
A) - Un browser è essenzialmente un client, ovvero un’interfaccia per interagire con i servizi forniti da un’azienda ed in quanto tale, controlla le comunicazioni e le relazioni con l’utente.
Gioca quindi un ruolo strategico nel successo di una campagna promozionale che voglia avvalersi delle nuove tecnologie.
B) - Un browser può essere fonte di guadagno per le agenzie pubblicitarie e per le società che vogliono essere visibili in rete, in quanto strumento strettamente legato ai motori di ricerca.

In sostanza il browser può proporre a livello standard un motore di ricerca piuttosto che un altro, per cui, pensando agli importi pubblicitari derivanti palle ricerche online si comprende come questo settore che sembrava tagliato fuori dai grandi giochi dell’IT ora si stia riavvicinando alla conquista di un ruolo
centrale nelle ricorrenti guerre dell’informatica.