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giovedì 6 dicembre 2007

Un anno di Windows Vista: un bilancio positivo a metà

Il 30 novembre del 2006 la Microsoft annunciava in tutto il mondo la disponibilità del suo nuovo sistema operativo nella versione dedicata alle aziende. Windows Vista, che in edizione consumer ha debuttato invece il 31 gennaio di quest'anno, compie quindi un anno e i commenti degli analisti di settore circa i risultati di vendita del nuovo Os e gli impatti da esso generati si contano in questi giorni a decine. Ne abbiamo interpretato alcuni, per fare un indicativo bilancio di quella che la casa di Redmond ha definito la più grande innovazione mai apportata ai suoi prodotti software.

L'adozione di Windows Vista sulla base installata mondiale di pc sta richiedendo tempi più lunghi rispetto alle previsioni, tanto che il nuovo sistema operativo diventerà la piattaforma dominante solo nel 2009. L'analisi arriva dalla società di ricerca Gartner, che ha stimato la curva di crescita del numero di licenze di Vista mettendone a confronto le versioni Business e Home. La prima, rivolta di fatto agli utenti aziendali e professionali, sfiorerà le 32 milioni di copie entro la fine del 2007, mentre oltre 53 milioni sono le installazioni di Vista sui pc consumer e di fascia entry level. Vista Business Edition avrà un'impennata sostanziosa nel corso del 2008 (153 milioni di copie) che proseguirà nel 2009 (315 milioni) quando si materializzerà il sorpasso nei confronti di Windows Vista Home (278 milioni di copie). Le previsioni Gartner per il 2011 parlano quindi di numeri da capogiro: oltre 660 milioni di computer nel mondo lavoreranno con il sistema operativo della Microsoft (400 milioni utilizzeranno la versione Business) su un totale di poco meno di 1,5 miliardi di pc presenti nel mondo.

La "forte" opposizione di Linux
Il partito dei critici di Windows Vista ne è sicuro: solo una piccola parte delle aziende (si parla di circa il 15% su scala mondiale) ha deciso di migrare a Vista la totalità delle sue macchine desktop e nel contempo l'adozione di Linux sui pc da scrivania ha continuato a prendere corpo.

Il teorema delle difficoltà nel passare a Vista è del resto suffragato da molte opinioni rintracciabili sui blog dedicati all'argomento e anche da vari sondaggi condotti su campioni assortiti di addetti ai lavori. Come per esempio quello effettuato dalla società King Research su un migliaio di professionisti It: il 90% di questi ha dichiarato di avere ancora dubbi relativamente alla migrazione su Vista, il 48% non ha ancora preso in considerazione praticamente questa ipotesi e ben il 44% sta valutando l'opportunità di un prodotto alternativo al nuovo Windows, con le varie versioni di Linux (Ubuntu, Red Hat Linux e Suse Linux) in pole position. Da qui a dire che il sistema operativo open source possa contrastare seriamente l'avanzata di Vista ce ne corre. La quota di mercato di Linux nei pc desktop è dell'1% o poco più e oltretutto solo il 40% delle aziende che hanno investito su Linux lo usano su oltre la metà dei propri computer (i dati sono della Linux Foundation). È altrettanto vero però che l'avvento di Vista non è stato accolto come il prodotto da prendere a scatola chiusa per rinnovare del tutto il proprio parco installato. Il Service Pack 1 – che nasce dalla "geniale" idea di Microsoft di scovare i bachi del proprio software grazie al maniacale lavoro di testing della fedelissima comunità dei suoi utenti – è in tal senso la risposta preconfezionata ai primi problemi di migrazione. E tutto questo, a Redmond, lo avevano di certo messo in preventivo.

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