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venerdì 21 dicembre 2007

Sms, una passione italiana

Sono un mezzo facile da usare e comodo per comunicare a tutte le latitudini del globo, sono economici, non sono eccessivamente invasivi. Sono solo alcuni dei vantaggi che rendono gli sms un fenomeno di successo planetario, ben sostenuto - tra l'altro - dalla viscerale passione italiana per i cellulari e la comunicazione telefonica. Ma in tutto il mondo l'utilizzo dei messaggi inviati dai telefoni mobili è in crescita, a mano a mano che questi conquistano sempre nuove fette di mercato, soprattutto nei Paesi emergenti. La società di ricerca Gartner prevede che l'invio di sms nel mondo, il prossimo anno, supererà la soglia di 2mila miliardi di unità, con un incremento di oltre il 19%, rispetto all'annata che si sta per chiudere. Sono previsti, ovviamente, anche ricavi in crescita per l'invio di un maggior numero di messaggi: la stima è di un incremento del 15,7% nel 2008, per oltre 60 miliardi di dollari (dai 52 dell'anno in corso). Tuttavia, malgrado il traffico sia sempre più intenso, i margini di guadagno sono sempre più ridotti a causa della saturazione del mercato: se nel periodo 2002-2006 la crescita dei ricavi è stata di circa il 30%, nel periodo 2007-2011 questa si assottiglierà a meno del 10 per cento.

L'Italia, dopo il Regno Unito, è il Paese europeo con il maggior utilizzo di messaggi da cellulari.

57 italiani su cento chiacchiera li invia anche quando pranza da solo, giusto per avere un po’ di compagnia. In particolare sono amati dai giovani fra i 18 e i 24 anni, che ne spediscono oltre 20 alla settimana al partner o agli amici. Il 93% dei ragazzi li usa più dell’e-mail (85%) e più del telefono fisso (76%).

Ideali per scambiarsi auguri, frasi affettuose e intrattenersi con gli amici, gli SMS servono anche per flirtare (48%) e per combinare un appuntamento a lume di candela (49%). Se gli short message vengono in soccorso dei moderni latin lover, i professionisti se ne servono per confermare un appuntamento di lavoro (57%), fissare una riunione (23%) o, più semplicemente, per annunciare un ritardo in ufficio (45%).

Fonte internet