giovedì 19 luglio 2007

Telefono, cosa controllare se la tariffa sale

Il gestore deve rispettare determinate regole. Se lo fa, non resta che confrontare le offerte ed eventualmente cambiare

Un sms e l'annuncio che chiamare dal telefonino costa di più, oppure che il tuo piano tariffario sparisce di lì a 30 giorni. Dopo l'entrata in vigore della legge Bersani questo sgradevole sms è arrivato da diversi gestori, e l'unica arma che si può usare per non pagare di più è quella di cambiare operatore. Ma è proprio questa l'unica cosa da fare? E le società hanno il diritto di rivedere le tariffe quando ritengono più opportuno? Lo abbiamo chiesto a Federico Flaviano, responsabile della Direzione tutela dei consumatori dell'Agcom, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che ha, tra l'altro, il controllo sull'applicazione della legge Bersani.

Aumenti leciti ma con avviso preventivo - “Sì, è vero, l'unica possibile arma di difesa dei consumatori è cambiare gestore. Purchè rispettino le disposizioni di legge, ossia la notifica dell'aumento almeno 30 giorni prima dell'entrata in vigore della nuova tariffa e la comunicazione al cliente che volendo può recedere dal contratto, gli operatori possono rivedere tutte le condizioni. Il settore dei servizi al dettaglio nella telefonia, d'altra parte - ricorda Flaviano - è liberalizzato a livello comunitario e non è consentito imporre tetti o criteri per le tariffe e gli aumenti, né ipotizzare altri interventi che non siano il controllo del rispetto del metodo con il quale vengono fatte le comunicazioni agli utenti. Nel merito però, no, non c'è niente da fare. I contratti con adesione, ossia quelli previsti nel campo della telefonia, prevedono, infatti, la possibilità per il gestore di modificare le condizioni sia per il prezzo dei servizi che per altri aspetti contrattuali. E questo fa parte della libertà d'impresa sancita a livello costituzionale.”

Sanzioni per il metodo non per i rincari - Non a caso proprio per una questione di metodo nell'attuare il rialzino – comunicazione non effettuata nei tempi previsti – e non per il ritocco in sé è stata imposta una multa alla Wind che subito dopo l'entrata in vigore del taglio dei costi di ricarica aveva aumentato le tariffe. Ora – come ci segnalano i lettori – lo sta facendo H3g, ma in questo caso vengono fornite le informazioni nei tempi e nei modi richiesti dalla legge. In ogni caso l'Agcom ha avviato una serie di richieste di informazioni e “invitato” Vodafone Omnitel N.V., Fastweb, Tiscali, H3g, Sky, Telecom Italia e R.T.I. per i servizi Mediaset Premium a dare le loro spiegazioni sull'applicazione dei vari aspetti della legge. Una richiesta di informazione che però non prelude necessariamente ad altri interventi sanzionatori.

Via la ricarica e aumentano i consumi – In sostanza dopo il taglio del costo di ricarica un aumento delle tariffe era ipotizzabile per quadrare i conti, e questa indicazione è emersa anche nel corso del dibattito parlamentare.
L'abolizione, però, diversi risultati li ha assicurati. “Dai nostri dati – ci dice ancora Flaviano – risulta che c'è stato un impatto positivo sulla riduzione dell'inflazione e sull'aumento della propensione al consumo: spendendo di meno si parla di più, e sono aumentati sia il numero che la durata dei minuti trascorsi al telefono”.

Valutare la convenienza a tutto campo – Posto, allora, che il rincaro è consentito, cosa fare per evitare di pagare di più quando arriva l'annuncio dell'aumento? “L'unica via è quella di verificare con esattezza se quella tariffa o quel gestore convengono ancora. Per far questo, però – sottolinea Flaviano – non si deve guardare solo al costo della telefonata in sé ma anche al tipo di telefonate che si fanno e al tipo di servizi che il gestore offre. Infatti se c'è chi punta tutto sulla trasparenza, c'è chi ha scelto di premiare le telefonate lunghe e quindi offre per queste tariffe più vantaggiose. Non ci si deve, quindi, limitare ad un controllo superficiale, ma valutare anche quello che si apprezza di più da questo punto di vista”.

Alla ricerca della tariffa giusta - Così però trovare la “ tariffa giusta” rischia di diventare un vero e proprio lavoro.
“In effetti al momento c'è solo la possibilità di fare un controllo 'statico' approfittando delle tabelle che l'Agcom ha reso obbligatorie per ciascuna offerta commerciale. Però stiamo già lavorando per il sistema dinamico che consentirà quanto prima di avere a disposizione dei motori di ricerca indipendenti che saranno in grado di visualizzare la tariffa più conveniente rispetto al proprio profilo di consumo. Per questo stiamo lavorando con i gestori che dovranno fornire ai clienti il loro profilo: si tratta, infatti, di considerare un periodo standard, non ad esempio quello estivo o le vacanze di natale, scoprire quante telefonate vengono fatte, quanto durano, e in che fascia oraria o settimanale. Solo dopo si può determinare il profilo. Dopo questa fase potranno partire i motori di ricerca.” Nel frattempo, dunque, l'unica possibilità di controllo è quella di verificare sul sito dell'Agcom, gestore per gestore, opzioni e tariffe.

La pagina con i link agli operatori

di Antonella Donati