sabato 28 luglio 2007

Sim disattivate, rincari e balzelli. Parte la rivolta gli utenti di 3

MIGLIAIA di sim disattivate da un giorno all'altro, rincari su alcune tariffe dal primo settembre, costi di recesso per cambio operatore: sono le tante onde del mare di polemiche che stanno investendo 3 Italia in questi giorni. Protestano gli utenti e anche l'associazione dei consumatori Aduc, che ha denunciato le azioni di 3 all'Autorità Garante delle Comunicazioni. "Abbiamo aperto un'indagine", replica a Repubblica.it Enzo Savarese, consigliere di Agcom.
Sarebbero circa cinque mila le sim che 3 ha disattivato lo scorso venerdì, secondo una stima di alcuni utenti: il motivo è che non erano state ricaricate da oltre 12 mesi. È prassi comune degli operatori mobili disattivare le sim in questi casi, "per ottimizzare l'utilizzo di una risorsa scarsa e costosa in termini di gestione e infrastrutture quali sono le numerazioni telefoniche mobili, che non possono restare pertanto inutilizzate per un arco temporale eccessivamente lungo", spiegano da 3. Secondo gli operatori, "inutilizzate" (nei termini contrattuali) significa in realtà che l'utente non ha speso soldi per ricaricarle; non conta che le abbia usate ogni giorno per fare e ricevere chiamate, accumulando anche centinaia di euro grazie all'autoricarica.

L'accusa degli utenti e di Aduc a 3 è però di non avere rispettato fino in fondo il contratto e di avere violato il decreto Bersani sulle liberalizzazioni. "Nel contratto", racconta il lettore Paolo B. a Repubblica. it, "3 scrive che dopo 12 mesi dall'ultima ricarica avrebbe dovuto garantire un 13esimo di sola ricezione; questo mese è una sorta di campanello d'allarme che indica all'utente che la sua sim è in scadenza".

Intricata la questione che riguarda il decreto Bersani, che impone agli operatore di togliere la scadenza al credito prepagato. Secondo i consumatori, significa che le sim non possono più essere disattivate per inutilizzo. 3, invece, interpreta in altro modo il decreto: le sim possono scadere, l'importante è che il credito resti in vita. "L'utente può acquistare una nostra nuova sim - spiegano da 3 - e poi chiedere la portabilità del vecchio numero, che è stato disattivato. Lo riottene così insieme con il credito residuo, meno 3 euro che servono a coprire i costi di gestione della portabilità". "Valuteremo se questa interpretazione del decreto è corretta", dice Savarese; "ci sembra però che questa pratica sia una barriera alla portabilità verso altro operatore e quindi alla concorrenza".

La portabilità sta dietro anche alle altre polemiche che stanno colpendo 3. I rincari dal primo settembre saranno di circa il 15 per cento sulle vecchie tariffe voce (a fronte però di sconti su video chiamate e traffico dati); il tutto vale anche per i precedenti sottoscrittori, alcuni dei quali chiedono quindi di poter migrare ad altro operatore gratis e portando con sé il proprio credito residuo, che grazie all'auto ricarica può essere ingente (persino migliaia di euro). Il problema lamentato dagli utenti e da Aduc è che 3 arriva a chiedere fino a 240 euro per il recesso, "ma accade solo se l'utente ha un cellulare a noleggio, cioè nostro e non di sua proprietà", spiegano dall'operatore. Anche se si restituisce a 3 il cellulare, mentre si recede dal contratto, si paga una penale che "dipende dalle spese che abbiamo sostenuto per il noleggio e che varia a seconda del modello e dall'anzianità del cliente".

Non è possibile, inoltre, trasferire il proprio credito residuo al nuovo operatore (abbandonando 3). Agcom ha chiesto a giugno agli operatori di organizzarsi, in breve tempo, per tutelare il credito residuo, ma ad oggi 3 Italia non si è ancora adeguata alla delibera. Tra gli altri operatori, lo permette invece Vodafone, chiedendo però una penale di 8 euro.

Meglio cambiare ...