lunedì 25 giugno 2007

NetTv, quando la televisione non costa (ed è di tutti)

''Ogni giorno ci sono milioni di persone che si alzano dal letto e aprono la tv: facendola''. Così Bruno Pellegrini, videoblogger fondatore di TheBlogTV, spiega le frontiere della televisione fatta dal basso, la televisione user generated, quella che -secondo i tanti blogger riuniti oggi a Roma per il VlogCamp- darà la spallata al sistema televisivo tradizionale. Secondo Pellegrini (video) ''stiamo assitendo a una rivoluzione in cui una televisione come TheBlogTV, nata quasi per gioco, è diventata la prima televisione in Europa con contenuti interamente costriuti dagli utenti. Una community nuova, costituita da decine di migliaia di persone che ogni giorno abbracciano questa nuova modalità di comunicazione, un nuovo linguaggio, quello che li spinge ad inviare sul server i propri video, mettendoli a disposizione di tutti. Un cambiamento epocale che in Italia già offre prodotti al livello americano e degli altri paesi dove le tv del web sono ormai una realtà affermata, ma che deve fare i conti con un sistema che sembra invece, a livello politico, istituzionale e aziendale, refrattario ad ogni cambiamento''. E questo -spiega ancora l'autore di 'Io? Come diventare videoblogger e non morire da spettatore''- viene ad essere aggravato anche dall'atteggiamento dei media tradizionali ''che continuano ad occuparsi delle 'tv alternative', e in generale di blog, internet e altri media, come se si trattasse di fenomeni di costumi, non vedendo il carattere dirompente di queste nuove forme di comunicazione''.
Un discorso quest'ultimo che vede d'accordo Tommaso Tessarolo (video), autore di NetTv. ''La televisione che corre sulla banda larga costa poco. E non intendo la semplice pubblicazione di video come avviene su YouTube o sugli altri siti di video-sharing, intendo dire che ci sono vere e proprie piattaforme software che permettono la creazione di veri e propri format televisivi'. Con risorse alla portata di tutti la Net Tv è ormai una realtà: in Gran Bretagna, spiega Tessarolo, ''i giovani tra i 18 e i 24 anni già ora settimanalmente vedono 7 ore di Net Tv in più rispetto ai canali tradizionali''.
A spiegare come si fa la tv del web poi interviene Robin Good, che oltre a trasmettere in diretta streaming tutto il VlogCamp racconta ai presenti la sua attrezzatura, un notebook, dotato di batteria ausiliaria, (''per non restare senza pile sul campo'') una videocamera da battaglia, un collegamento internet sempre attivo. E con 1.500 euro il gioco è fatto: ''Nasce così la tv di tutti, dove regia, produzione, pubblicazione e visione sono facce della stessa medaglia, quella della community della blogosfera che si è fatta televisione''.